Gli affiliati alla cosca avevano partecipato a un raid punitivo istigato da imprenditori locali che, per vendicarsi di un furto, chiesero l’intervento del clan.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere per sei esponenti del clan Veneruso operante da decenni sul territorio di Volla e zone limitrofe. Nelle prime ore del mattino, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA: con il primo dei provvedimenti si contestano ai 6 indagati i reati di sequestro di persona, di aggressione armata e lesioni,tutti aggravati dalla finalità e dal metodo mafiosi; con il secondo si contesta a due indagati anche un tentativo di estorsione pluriaggravata.
Hanno operato, per le attività investigative, i carabinieri di Volla, con il coordinamento e la direzione della DDA, raccogliendo elementi gravissimi per contestare una vicenda criminale particolarmente efferata. Due esponenti del clan Veneruso, infatti, avevano messo in atto richieste estorsive ai danni del responsabile di un’impresa edile impegnata nella realizzazione di opere sul territorio di Volla (i fatti si verificarono lo scorso 14 aprile). Ma c’è anche il sequestro di un cittadino rumeno ad opera di esponenti del clan, effettuato allo scopo di punirlo per un furto di gasolio commesso ai danni di noti imprenditori locali che per ottenere “soddisfazione” si rivolsero non alle forze dell’ordine bensì richiesero l’intervento di uno degli esponenti storici ed apicali del clan Veneruso, da poco tornato in libertà dopo dieci anni di detenzione.
Una “soddisfazione” che giunse puntuale, con la vittima brutalmente percossa a colpi di spranga. Al raid punitivo parteciparono, attivamente, (era il 14 maggio scorso) due degli imprenditori che l’avevano provocato e istigato. Nel corso dell’operazione riguardante l’esecuzione delle ordinanze, in seguito alle perquisizioni, sono state rinvenute, in aree condominiali comuni, e poi sequestrate, armi, materiale esplosivo e sostanze stupefacenti tra cui una carabina calibro 9 risultata rubata, un fucile doppietta calibro 16, 37 ordigni esplosivi denominate in gergo “cipolle” e 86 “rendini”, ordigni esplosivi privi di classificazione.






