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domenica, Luglio 3, 2022

Volla. L’influenza di Papa Francesco per una nuova politica

“Non guardate la vita dal balcone, mischiatevi. Un buon cattolico partecipa alla vita politica offrendo il meglio di sè”. Queste parole pronunciate da papa Francesco qualche tempo fa hanno spronato un gruppo di giovani vollesi.

Domenico, Carmine, Umberto, Filippo, Andrea e Pasquale, sei giovani professionisti di età compresa tra i 30 e i 40 anni, venerdì 13 dicembre 2013, in un locale privato di via Ungaretti hanno incontrato un folto numero di cittadini di Volla. Tutti e sei, e solo loro, avevano una sciarpa al collo di un colore azzurro un po’ sbiadito.

Hanno proiettato le immagini molto significative e toccanti di due grandi pontefici, Giovanni Paolo II° e Francesco I°, prendendo in prestito il “motto” di quest’ultimo: “Immischiamoci”, nell’auspicio di “lanciare il seme di un nuovo modo di fare politica”. A prima vista, “Immischiarsi” è un termine negativo. Significa intromettersi inopportunamente in ciò che non ci riguarda, vuol dire impicciarsi, intromettersi inopportunamente nei fatti degli altri, vuol dire sporcarsi le mani. La frase più significativa per comprendere il termine è: “Non immischiarti in affari che non ti riguardano”. Ecco, appunto!
Ma, la politica, è un affare che non ci riguarda?

Una delle ragioni che, a nostro parere, ha portato l’Italia nel baratro, sull’orlo del conflitto sociale, è proprio perchè gli italiani, dal dopoguerra in poi non si sono più immischiati in politica. Hanno delegato. E, a parte alcune eccezioni illuminate, hanno lasciato fare a “fior di furfanti” che un pezzettino alla volta hanno svenduto agli amici e agli amici degli amici il nostro paese. Hanno messo in liquidazione le grandi industrie, le telecomunicazioni, i trasporti, la sanità, persino i gabinetti pubblici, sotto l’egida di “per il bene del paese”.

E allora, per il bene del paese, che poi è il bene dei cittadini, “al servizio del bene comune, bisogna immischiarsi, bisogna sporcarsi le mani e non stare alla finestra” (Domenico), “perchè la politica è l’unica cosa che può aiutarci a costruire un futuro migliore” (Carmine), “perchè la politica è crescita, confronto culturale ed io voglio essere artefice del mio destino” (Umberto), “perchè bisogna superare la crisi del rapporto tra i cittadini e la politica, mettersi attorno ad un tavolo per progettare e portare avanti le nostre idee” (Filippo), “per regalare ai miei figli un futuro migliore, per smetterla di lagnarsi, per dare una speranza, per riportare nelle istituzioni la meritocrazia, al di là della destra e della sinistra” (Andrea), “perchè io voglio immischiarmi, voglio dare il mio contributo” (Pasquale).
“Perchè la libertà è partecipazione e se vogliamo essere liberi dobbiamo partecipare”, ha concluso MariaRosaria, citando Gaber.

Quindi, immischiamoci pure, partecipiamo, ma, se possiamo, sommessamente, vorremmo suggerire alcune cose. In primis, questo voler essere al di là della destra e della sinistra, speriamo non sia una collocazione al centro e troppo cattolica, anche perchè lo stesso papa Francesco, il più grande riformista vivente, sta aprendo la chiesa a tutti quei mondi a cui la chiesa stessa aveva chiuso la porta in faccia. E’ questo, sicuramente, il suo successo. Speriamo si cerchi di prendere sia il buono della destra, sia quello della sinistra. Poi, suggerirei di portare il contributo senza sciarpa e senza sedersi attorno ad un tavolo, anche perchè, tutti quelli che si sono seduti, come ci insegna la storia, non si sono più alzati.

Egidio Pernahttp://www.pernaegidio.it
Egidio Perna nato a Napoli il 23 febbraio 1959, residente a Volla in Via M. Sandomenico,9. Professione Medico-Chirurgo-Senologo. Dipendente A.S.L. Napoli 1 Centro Pittore, Poeta, Scrittore, Giornalista.
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