Ieri l’arresto del primo cittadino: avrebbe intascato una mazzetta da 15 mila euro. Il suo avvocato Maiello: “Molti punti oscuri”. E sui social network si scatena la bagarre, ma gli amministratori non annullano i festeggiamenti natalizi.
La “notte bianca” prevista nel calendario dei festeggiamenti natalizi a Sant’Anastasia si è tenuta. Con l’amaro in bocca per chi, ancora incredulo, non riesce a digerire la bufera mediatica che si è abbattuta come una scure sul paese vesuviano. Il sindaco Carmine Esposito, tanto detestato da una parte della popolazione quanto amato dall’altra metà, personaggio discusso, irruento, sempre al centro della scena, ha passato la prima notte nel carcere di Poggioreale. L’accusa è grave, gravissima. Come dice il procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso.
“Assai grave”. Concussione per induzione, uno dei reati più pesanti contro la pubblica amministrazione e quello più pesantemente sanzionato, con una pena che va dai tre agli otto anni di reclusione. Lo scenario potrebbe apparire semplice e chiaro, ma ancora non lo è: per ora è pacifico che gli investigatori si fossero guadagnata la fiducia dell’imprenditore che ha consegnato poi al sindaco una busta con quindicimila euro (per la Procura le ultime tre rate di un’erogazione mensile di cinquemila euro). Il tutto accaduto in strada, nei pressi del centro commerciale “Le Aquile”, previo appuntamento concordato al telefono.
I carabinieri di Castello di Cisterna hanno assistito allo scambio e hanno lasciato che Esposito si allontanasse in auto per soli pochi metri. Poi con due auto civetta senza insegne lo hanno bloccato, lo hanno costretto a scendere e a seguirli in caserma. La sede della compagnia dei carabinieri di via Selva a Castello di Cisterna è stato teatro di un autentico dramma per molte e molte ore, con il sindaco all’interno e fuori la stampa, i parenti, gli amici del tutto increduli e sotto shock. Impiegati comunali, politici, funzionari. Con Esposito è ovviamente riuscito a parlare solo il suo legale, l’avvocato Vincenzo Maiello che ha poi dichiarato: “Dagli elementi in mio possesso in questa vicenda prevalgono gli aspetti oscuri rispetto a quelli apparentemente chiari”.
Qualcuno parla di “trappola”, gli amici sostengono che il primo cittadino, noto per le sue accesissime battaglie contro i vincoli della “zona rossa”, sia stato incastrato. Sui social network si scatena la bagarre: c’è chi lo difende a spada tratta ed è sicuro che tutto sarà chiarito e chi invece si compiace. Come accade in questi casi, sempre. L’unica certezza è che Esposito è stato arrestato e tradotto in carcere, l’unica nota che è stata emanata dalla Procura ha toni decisi, al limite della sicurezza. “Tangenti” chieste ad una ditta che ha un appalto con la municipalità. Di un imprenditore del quale gli investigatori si sono guadagnati la fiducia tanto da indurlo ad un appuntamento pilotato che, era chiaro, sarebbe finito con l’arresto di Esposito.
Le reazioni dal mondo politico non tardano ad arrivare. Non quelle degli esponenti locali di opposizione che scelgono la strada della prudenza e si astengono per ora dal commentare. Ci sono invece le note diffuse ieri pomeriggio dal deputato del Pd Massimiliano Manfredi e dall’esponente dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Manfredi dice con aplomb: “L’inchiesta della Procura di Nola, che in queste ore ha portato all’arresto del sindaco di Sant’Anastasia, apre uno scenario inquietante sul quale gli inquirenti sono chiamati a fare chiarezza in tempi brevissimi, nel rispetto sia di chi al momento risulta coinvolto che dell’intera cittadinanza del territorio vesuviano, che mai come ora necessita di Istituzioni forti e al di sopra di ogni sospetto”.
E si limita a questo: chiedere chiarezza. Borrelli invece si toglie, per dirla con eufemismo, uno o più sassolini dalle scarpe. E attacca, con foga: “Non ci meraviglia affatto l’ accaduto. Sono anni che combattiamo contro i metodi e gli atti del Sindaco Esposito. Per questo motivo fui anche aggredito durante un convegno dei radicali sul’ emergenza Vesuvio dallo stesso Esposito e da alcuni brutti ceffi che lo circondavano. Nessuna solidarietà a questo soggetto che per quanto ci riguarda rappresenta ciò che di peggio sia politicamente che amministrativamente ha prodotto il nostro territorio e che dovrebbe essere per sempre spazzato via innanzitutto dal voto popolare. Adesso bisogna lavorare per dare una guida autorevole e credibile al popolo di Sant’ Anastasia”.
Il resto della storia che ha letteralmente sconvolto un’intera comunità sarà scritto dalle autorità giudiziarie. Il pm titolare dell’inchiesta chiederà la convalida dell’arresto dopo l’interrogatorio di garanzia. Dopodichè scatteranno, se la Procura ha in mano “carte sicure”, le misure cautelari. Nei prossimi giorni si saprà qualcosa di più ed emergeranno non solo i dettagli della vicenda ma presumibilmente anche le strategie di difesa del legale di Esposito che al momento non ha ancora reso dichiarazioni. Nel frattempo nella prima serata di ieri i carabinieri si sono recati anche in municipio, uscendone poi con alcuni faldoni mentre al mattino, quando il sindaco era già agli arresti, sono andati a casa sua, nel centro di Sant’Anastasia, evidentemente per una scontata perquisizione che serviva ad acquisire altri elementi.
L’unico politico vicino al sindaco Esposito che finora non è stato in silenzio è il presidente del consiglio comunale, Lello Abete. Ed è lui, sulla sua pagina facebook a scrivere: “Riferendomi a quanto appreso da fonti giornalistiche e letto su questo social ritengo sia doveroso fare alcune considerazioni: esiste nel nostro paese un principio fondamentale e incontrovertibile del diritto penale secondo cui un individuo è considerato non colpevole sino a condanna definitiva ovvero sino all’esito del terzo grado di giudizio emesso dalla Corte Suprema di Cassazione. Ma neanche di questo volevo discutere quanto della sconfinata cattiveria di certi che sino a qualche ora fa avallavano senza indugio l’operato del Sindaco. Ecco, io ho profondo rispetto per gli uomini dell’ Arma e le Autorità che stanno compiendo indagini di accertamento in questo momento e sarei felice se si esprimessero considerazioni a riguardo a conclusione del procedimento e non ora considerando la scarsezza e poca attendibilità delle fonti di informazione. Non fosse altro che per un fatto di rispetto per l’uomo, prima che politico, che si è sempre sacrificato e tanto speso per la sua comunità”.





