I rifiuti continuano ad essere abbandonati sulle strade e non tutti i cittadini fanno il proprio dovere. La politica dovrebbe puntare sulla sorveglianza del territorio con videocamere e nuclei di guardie ambientali. Fotogallery
Prima di partire per le vacanze, il 13 agosto scorso, avevamo scritto un articolo sul deposito abusivo di rifiuti, materiali ingombranti, inerti e similari (LEGGI).
Ci aveva colpito la scena che avevamo fotografato in via M. San Domenico a Volla con la vasca da bagno e la sedia. Al nostro ritorno, nello stesso luogo, al posto di quei materiali, abbiamo trovato un ammasso di macerie (cosiddetto materiale da risulta). Evidentemente, durante la nostra assenza qualche concittadino, approfittando degli incentivi del Decreto Governativo PD-PDL sulle ristrutturazioni, aveva rimodernato una parte della sua casa. Con nostra grande sorpresa dopo due giorni, anche questo materiale è stato rimosso dall’amministrazione. Il giorno dopo sempre nello stesso posto, cambio della scena! Le macerie erano state tolte e, al loro posto, erano stati lasciati del fogliame e delle sacche contenente materiale plastico cosiddetto inerte.
Dalla galleria fotografica presente in allegato, si intuisce che l’estate sta finendo, che l’autunno è alle porte e che, nonostante il susseguirsi del tempo e delle amministrazioni, nulla o quasi cambia nelle abitudini dei nostri concittadini. E’ un processo culturale che va alla deriva senza che nessuno riesca ad arginare o deviare. Avevamo terminato il citato articolo del 13 agosto con la frase: "L’amministrazione è molto contenta del successo della raccolta differenziata dei rifiuti dicono che i numeri parlano chiaro: siamo al 57%! Contenti loro".
Volevamo chiarire quest’ultimo concetto, proprio approfittando delle foto che abbiamo scattato. L’abitudine di depositare tutte le varie specie di «Munnezza» nelle più disparate zone del paese e lungo le strade, alle nostre latitudini, nel corso degli ultimi decenni, si è così stratificata che ormai nessuno ci fa più caso. C’è una rassegnazione generale. Vedere spazzatura abbandonata ad ogni angolo di strada, lungo le superstrade, sotto i ponti, nelle rotatorie, nei prati, nei parchi (a proposito ma dove sono andati a finire i prati e i parchi?), è diventato normale, fa parte del nostro paesaggio. E’ come alzare gli occhi e vedere le sagome del monte Somma e del Vesuvio che si stagliano nell’azzurro del cielo.
E’ come se la spazzatura spuntasse ovunque dalla nuda terra con i semi portati dal vento. Si dà la colpa alla politica che non la raccoglie. Nessuno pensa che la colpa è di chi la abbandona? Ma dobbiamo proprio rassegnarci a questo? Non c’è nulla da fare? Ovviamente, dietro questi paesaggi, a parte l’inciviltà, la sottocultura e la mancanza di amor proprio di un intero popolo (più o meno), si nascondono una serie di grandi e gravi problematiche diventate insostenibili sia per il paesaggio, sia per le tasche dei contribuenti. E’ l’economia, bianca e nera, che ruota attorno al "Pianeta Rifiuti" la maggiore responsabile di tutto ciò.
Ma, torniamo a Volla. Se una comunità differenzia il 57%, circa dei suoi rifiuti, non è merito dell’amministrazione che la governa, di destra di sinistra o di centro che sia, che ha il compito di fornire gli strumenti per la raccolta separata dei rifiuti. Il merito, se così si può dire, è esclusivamente di quei cittadini che fanno il proprio dovere, che a Volla sono quasi la metà. E l’altra metà? Il costo della raccolta differenziata è a carico di tutti i contribuenti e nel nostro comune non tutti i cittadini pagano per questo servizio.
Se tutti pagassero, forse le quote sarebbero leggermente inferiori. Quindi, riscuotere i tributi da tutti i cittadini, senza «sconti particolari» per nessuno, sarebbe un primo grande merito di un’amministrazione. Ma, questo a Volla non è stato ancora ottenuto. Se l’amministrazione provvede alla rimozione di questi "scempi ambientali" (ricordiamo che si tratta di un reato penale) è cosa buona e giusta! Ma sarebbe ancora cosa «più buona e più giusta» mettere in campo politiche efficienti ed efficaci (locali, provinciali, regionali e nazionali), al fine di prevenire ed evitare l’abbandono indiscriminato di rifiuti da parte dei «criminali ambientali».
Chi sono i responsabili? Perché non si fa niente per scovarli e colpirli? Infine, ma non ultimo per importanza, ecco un altro punto significativo, e cioè il costo della rimozione di questi materiali. Poiché esso esula dal capitolato d’appalto della raccolta dei RSU, ogni volta che si rimuovono materiali ingombranti o inerti o similari, i cittadini si accollano un costo extra. Si tratta di soldi che vengono ricavati da aumenti dei tributi e/o sottratti ad altre esigenze. Per non parlare poi di una «favola» che abbiamo sentito raccontare, e cioè che gli stessi materiali ingombranti danzano e sostano in vari punti del paese. Cioè sarebbero rimossi da un luogo e abbandonati in un altro (!?).
Spendere i soldi dei cittadini per la rimozione quasi sistematica di questi rifiuti extra è la "politica" più giusta ed efficace? Non sarebbe meglio, ad esempio, investire nella sorveglianza del territorio con videocamere e/o nuclei di guardie ambientali? A chi giova tutto questo? Certamente non ai cittadini civili e virtuosi che continuano a differenziare la spazzatura e a pagare i tributi. Come diceva il grande Totò: "E io Pago!".

