All’incontro, organizzato dall’Assessore all’Istruzione e Cultura del Comune di Volla, la prof.ssa Mauriello, hanno preso parte anche Don Giovanni, parroco in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata a Pompei e il sindaco di Volla, Guadagno.
“E nu’ Juorn’ bbuon”! La canzone, di Rocco Hunt, che ha vinto l’ultimo festival di San Remo (nuove proposte), è diventata un “inno” per le giovani generazioni napoletane e non solo. Il ritmo e il testo della canzone hanno intriso di speranza e positività i ragazzi del sud. Il messaggio è forte e chiaro. Noi non ci lasceremo sopraffare dalla cattiva gestione della cosa pubblica e dal malaffare. Ludovico, un ragazzo di terza media dell’I.C.S. Serao, l’ha cantata dal palco dell’auditorium di via Dante Alighieri venerdì 21 marzo, a chiusura della celebrazione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie”. Ma, Ludovico non era solo a cantare. Con lui tutta la platea faceva il coro e batteva le mani a ritmo di rap.
L’incontro, voluto dall’Assessore all’Istruzione e Cultura del Comune di Volla, la Prof.ssa Simona Mauriello, ha registrato le testimonianze di Don Giovanni, parroco in prima linea a Pompei, del vice questore della Polizia di Stato di San Giovanni a Teduccio, Dott. Pietro De Rosa, della Dott.ssa Antonella Andria, dirigente della polizia di stato di Ponticelli, dei dirigenti scolastici dell’ICS Serao, Dott. Mastrogiacomo, e dell’ICS San Giovanni Bosco, D’Amiano, del Sindaco di Volla, Guadagno.
“Dal 1996 ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, si apre al simbolo della speranza che si rinnova e all’incontro-confronto con gli studenti, per fare memoria, per discutere di legalità, per educare alla legalità, perchè la legalità è un impegno quotidiano, per sovvertire le sorti di una storia che sembrava segnata dalla camorra e che invece oggi grida la sua voglia di libertà. La promozione della cittadinanza attiva e la diffusione della cultura della legalità tra i giovani sono tra le priorità in materia di politiche giovanili. Inoltre, la cultura dei valori fondanti della legalità e del rispetto della Costituzione sono alla base di una convivenza civile in cui ricatti, crimini e discriminazioni non possano trovare spazio. Per questa ragione è fondamentale insegnare il rispetto delle regole, valorizzare la partecipazione attiva di tutti ragazzi alla società, dare informazioni sui fenomeni illegali e su come contrastarli e dare voce e spazio ai giovani su questi temi”, ha affermato l’Assessore Mauriello.
Molto significativa la partecipazione di Don Giovanni da Pompei, il quale riprendendo una frase di papa Francesco “giocatevi la vostra vita perchè è una sola”, ha proiettato due video con testimonianze molto significative di giovani camorristi “pentiti” della loro condizione.
Toccante, invece è stato l’intervento del primo dirigente della polizia di stato di San Giovanni a Teduccio, Dott. De Rosa che ha dato una definizione di “mafia” molto internazionale e ubiquitaria, “ogni volta che un gruppo di persone controlla un territorio sovvertendo le regole e inquinandolo”, è andato al cuore del problema “per sconfiggere le mafie bisogna andare all’eziologia delle cause che le determinano : la commemorazione è per onorare e non dimenticare : affinchè essi non siano morti invano”, e ha fatto nomi e cognomi di alcuni degli uomini, suoi compagni d’arme e di addestramento, vittime innocenti delle mafie, morti nell’esercizio del loro lavoro e spesso dimenticati dallo stato.





