Bene e male si mescolano ai destini dei personaggi, forgiando le vite di ognuno
Sabato 23 novembre a Somma Vesuviana c’è stata la presentazione del libro “Il Paradiso dei diavoli” di Franco Di Mare, organizzata dall’Associazione FIDAPA.
L’introduzione del romanzo è stata affidata ad un video che ha visto la partecipazione di bravissimi attori, come Patrizio Rispo e Serena Rossi, permettendo un coinvolgimento entusiasta e totale del pubblico astante. Nel video, infatti, i personaggi hanno preso vita raccontando, ognuno dal proprio punto di vista, l’intreccio di karma e di relazioni che avviene tra di loro.
Il protagonista del romanzo è Carmine Cacciapuoti, un giovane assistente di Filologia romanza dell’Università di Napoli che, deluso dalle baronie accademiche, si lascia tentare dal male, e dai facili guadagni, diventando un camorrista. Da questo momento in poi il protagonista condurrà una doppia vita, quella alla luce del sole, insieme a Lena la sua ignara compagna, svolgendo la sua ordinaria professione di assistente universitario, e quella da killer della camorra, agli ordini di un capo, Nicola detto “Camel”, con cui da ragazzino condivideva giochi di quartiere.
“Il Paradiso dei diavoli” è un grido d’amore, ma anche di dolore per Napoli, città dal doppio volto, che prima ti affascina con il suo mistero e le sue beltà, e poi ti disarma con le sue miserie, materiali e morali, città dove il confine tra illegalità e legalità è così sottile che “è molto più facile attraversarlo che riuscire a evitarlo”, come afferma lo stesso Di Mare.
L’autore presenta il libro come una sorta di contrapposizione che già si evince nella scelta ossimorica del titolo, dove bene e male danzano in circolo, come nel simbolo orientale dello yin e yang, dove tutto, alla fine, trova un equilibrio proprio grazie alla presenza degli opposti.
Luce e ombra, un conflitto eterno, Napoli è un disarmonico saliscendi tra comicità e tragicità, in modo analogo questo libro è permeato da un profondo senso di drammaticità ma anche di speranza e forse di redenzione, di una luce che rischiari il profondo buio di incertezze a cui oggi assistiamo passivi, facendo così svanire fantasmi atavici, in primis l’omertà, che infestano e soffocano le nostre coscienze civiche.
Di Mare scrive questo romanzo con estrema eleganza e semplicità, mettendo cura nell’evidenziare i piccoli dettagli, come quando si sofferma sulla descrizione del ragù, o come quando descrive paesaggi, personaggi e stati d’animo.
Il messaggio che queste pagine ci lasciano in eredità è velato di speranza e di responsabilità, in quanto ognuno di noi dovrebbe ricercare in se stesso quella luce che permette di compiere la scelta giusta. C’è sempre una scelta da compiere nella vita e sta solo a noi decidere da che parte stare.
Se in Paradiso o all’Inferno.
Consigliato: a chi ama Napoli e vuole addentrarsi in un romanzo carico di adrenalina e passione.



