CONDIVIDI

Lo ha comunicato il direttore dell’Asl Napoli 3 Sud, Maurizio D’Amora, dopo l’inchiesta che ha coinvolto una serie di medici dell’azienda sanitaria locale.

 L’indagine della procura di Nola ha messo alla gogna, tra i tantissimi sorpresi con le mani nella marmellata, un nutrito gruppo di medici che lavorano negli ospedali sotto la giurisdizione dell’Asl 3 e nelle strutture private convenzionate con l’azienda sanitaria locale.

Medici che, anche soltanto per dieci euro a “lavoretto”, fornivano ad avvocati azzeccagarbugli perizie false su incidenti stradali fantasma. Perizie che hanno dato il via a una raffica di cause fasulle davanti ai giudici di pace del territorio e da cui sono scaturiti conseguenti indennizzi frutto del raggiro di turno. Sotto accusa è finito, in particolare, l’operato di alcuni medici dell’ospedale civile di Nola e dell’Apicella di Pollena. I professionisti avrebbero fornito certificati senza capo né coda affermando che nei pronto soccorso era stata curata (bugia palese, già provata) anche gente ferita nell’ambito di incidenti mai effettivamente avvenuti.

Atti irresponsabili che hanno messo in grave difficoltà non solo le società di assicurazione ma pure ignari quanto innocenti automobilisti, che sono stati incolpati di danni mai esistiti. Intanto il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud ha comunicato di aver disposto “l’attivazione dei servizi ispettivi aziendali amministrativi e sanitari e degli uffici preposti ai provvedimenti disciplinari”. “Mi riservo – conclude il dirigente sanitario – di effettuare ulteriori valutazioni all’esito degli sviluppi della vicenda”.