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Terzigno. I carabinieri arrestano due persone mentre incendiano rifiuti

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Brillante operazioni dei Carabinieri in località Furnillo a Terzigno, hanno sorpreso due persone mentre ricavavano metallo dall’incendio di rifiuti industriali. FOTOGALLERY

Martedì 8 aprile, una bella giornata di sole primaverile illumina la valle del Sarno quando all’orizzonte, verso Sud, un fungo nero alto centinaia di metri si staglia sul cielo azzurro. Il pennacchio di fumo è visibile da oltre 5 Km.
Oramai è un gioco da ragazzi individuare la fornace che produce questi venti di diossine ed altri veleni che si propagano su tutta la valle,indistintamente, su persone,piante e animali.

In pochi minuti individuo il punto esatto, è la scarpata della SS 268 duecento metri dopo l’ingresso di Poggiomarino-Boscoreale direzione Napoli. Mi fermo sul bordo della carreggiata e inizio a scattare foto a due uomini che armeggiano intorno alla brace ardente e prelevano pezzi di ferro ancora fumanti caricandoli su una vecchia Ape Car di colore giallo ocra. Sono così impegnati a gestire la fornace estraendo grossi pezzi di ferro che non si accorgono di essere ripresi.

All’improvviso la mia attenzione è attirata da alcune ombre vestite di nero che corrono sotto i nocelleti, mi giro e riconosco la divisa della Benemerita, due Carabinieri si avvicinano velocemente da direzioni diverse e circondano i due chiedendogli cosa stessero facendo vicino al fuoco. Uno ha ancora in mano una lunga asta con la quale separava i metalli. Senza scomporsi pretendono dai Carabinieri di essere trattati con rispetto perchè non stanno facendo niente di male. I due Militi sono inflessibili, chiedono i documenti e iniziano l’identificazione,mentre uno di loro chiama la centrale operativa e chiede l’invio dei Vigili del Fuoco per spegnere la brace. In breve i due vengono impacchettati e portati alla stazione di Poggiomarino insieme all’Ape Car con il suo carico di ferrivecchi.

Il maresciallo Antonio Caso, comandante della stazione di Poggiomarino dalla quale dipendono i due militari che hanno provveduto al fermo dei sospettati ci dice che la pattuglia è stata fermata da un automobilista di passaggio che li ha guidati fino al cavalcavia sulla SS 268, da li i militari hanno riconosciuto la zona e si sono portati velocemente alle spalle dei due attraversando le campagne a piedi sorvolando il limite territoriale visto che quel pezzo di terra è nel comune di Terzigno.

Questo dato è importante perchè alcune persone che si sono fermate a curiosare mentre scattavo le foto mi hanno detto di essere transitate da lì alcuni minuti primi e di essere usciti dalla SS 268 allo svincolo Poggiomarino-Boscoreale e di aver incontrato una pattuglia della Polizia Locale di Poggiomarino che ha rifiutato l’intervento a causa del limite territoriale, il luogo dell’incendio era nel comune di Terzigno per poche centinaia di metri. Ma per fortuna erano passati i Carabinieri che non hanno esitato un attimo a seguirli ed ora erano in azione davanti a noi.

L’ufficio del maresciallo Caso è piccolo, ci sono fascicoli dappertutto, alle pareti tanti encomi e premi ricevuti durante la carriera, racconta che il lavoro da smaltire ogni giorno è enorme e molto complesso ma quando si tratta di ambiente, lui e i suoi collaboratori, si fanno in quattro per dare una risposta concreta ai cittadini e che ora grazie anche alla nuova legge voluta dal parlamento che prevede l’arresto per i reati ambientali, vedono maggiormente gratificato il loro lavoro.

Questa avventura finita a lieto fine con l’arresto dei cattivi ha messo in luce una nuova coscienza civile fra i cittadini dell’Area Vesuviana Orientale che hanno capito che collaborare con le forze dell’ordine paga e dà ottimi risultati già nell’immediato. Ma comunque questi episodi non devono invitare a rilassarsi perchè se è vero che la manovalanza è stata fermata vi è tutta la filiera dello smaltimento illegale dei rifiuti ancora operativa e pronta a riprendere l’attività usando altri disperati disposti a lavorare per poche lire.

Il vero problema è nelle produzioni illegali di capi d’abbigliamento che generano tonnellate di scarti ogni giorno,scarti che non possono essere smaltiti legalmente. È qui che lo stato deve intervenire,non certo militarizzando il territorio. Questa però è un’altra storia, per oggi possiamo solo dire grazie ai Carabinieri.

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