Tredici consiglieri già in quota Piccolo le cui liste superano il 52 per cento, altri tre in caso di sua vittoria. Se dovesse spuntarla Granato domenica 8 giugno il nuovo sindaco dovrà governare con una maggioranza non sua.
Quattro consiglieri Udc, quattro dell’Aurora, tre di Lista Cuore/Noi Sud, due di Progetto Somma, uno di Somma Protagonista, uno di Fratelli d’Italia più il sindaco e, se vincesse Piccolo al ballottaggio, altri tre. Dovesse invece prevalere Granato (nelle sue liste c’è il primato del consigliere più votato, l’ex vicesindaco Salvatore Di Sarno in Alleanza per Somma) si ritroverebbe un consiglio comunale con tredici consiglieri a suo sfavore contro undici. Un caso già verificatosi altrove e che però non è garanzia di ingovernabilità, pure se di sicuro non lo è di governabilità. Dopo lo scontro al primo turno, i due avvocati giunti in ballottaggio si ritrovano uno già con la maggioranza dei suoi «accomodati» nelle aule di Palazzo Torino, l’altro nell’impossibilità di conquistare il premio di maggioranza.
Per entrambi si profilano due accesissime settimane di campagna elettorale e se Piccolo incalza puntando su una squadra compatta e sul pienone di voti in prima battuta respingendo eventuali ipotesi di apparentamenti, Granato si rifà ad una squadra altrettanto unita e programma riunioni per «verificare possibilità di dialogo con altre forze della città». Nel frattempo lo sfidante chiede lumi ad esperti di amministrazione pubblica per uscire dall’empasse.


