Il suolo di circa 1500 metri quadri è stato acquistato da alcuni imprenditori e permetterà il proseguimento della missione archeologica italo – nipponica per almeno altri 4 anni.
«Quando le istituzioni non ce la fanno, ben venga l’ausilio di privati». Così l’assessore alla cultura della giunta Allocca, Emanuele Coppola, commenta la concessione in comodato del fondo accanto agli scavi di Villa Augustea. Il suolo di circa 1500 metri quadri è stato acquistato da alcuni imprenditori e poi concesso al Comune, con il placet del consiglio comunale nella seduta di martedì. Una circostanza che rende certo il proseguimento della missione archeologica italo – nipponica per almeno altri 4 anni. Il fondo in questione, come tutto il suolo che circonda gli scavi e che resta ancora proprietà di privati, farà sì che le ricerche proseguano in direzione nord.
Nel tentativo, quasi una certezza per esperti e universitari che stanno lavorando da anni nel sito che si fa risalire all’epoca di Augusto e che, si ritiene, sia proprio l’abitazione nella quale l’imperatore morì, di riportare alla luce altre bellezze. Il professor Masanori Aoyagi, che guida la missione giapponese, è stato insignito negli anni scorsi della cittadinanza onoraria di Somma Vesuviana, così come l’archeologo Antonio De Simone, docente del Suor Orsola Benincasa. Anni durante i quali anche i cittadini, grazie alle visite guidate, hanno potuto ammirare le scoperte: dal Dioniso con la pantera, alle celle vinarie, ai colonnati. I reperti potranno forse, un giorno, essere esposti a Somma vesuviana, magari in quel Castello d’Alagno al centro di tante polemiche.
I beni culturali della città, tra i quali rientra a pieno titolo la Villa Augustea, saranno sicuramente oggetto di dibattito, in relazione alle loro potenzialità e allo sviluppo turistico, nella già iniziata campagna elettorale. Nell’attesa, il comune di Somma Vesuviana, ha firmato un protocollo d’intesa con Pollena Trocchia, dando vita ad un progetto che concorre all’acquisizione di fondi regionali per il recupero e la riqualificazione delle ville romane da Napoli a Nola.

