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Somma Vesuviana. I soliti, vecchi e stanchi “colpi di scena” dei politici locali

I politici locali, di qualunque realtà e di qualunque colore, non fanno mai mancare dal loro repertorio la fuga e il “tradimento”. Somma non sfugge a questa vecchia e stanca consuetudine.

Tesa, indecisa, disorientata, a tratti plateale. Ma decisamente scontata. Come sempre, del resto. La politica locale, a pochi passi dalle elezioni, e a poche ore dalla presentazione delle liste, come da copione, sta mostrando tutte le sue frizioni e defezioni e tutte le migrazioni che da sempre caratterizzano la mediocrità dei transfughi, di qualunque colore e a qualunque schieramento appartengano.

Gli attori della politica locale sono decisamente sconcertanti, a tratti imbarazzanti; sono coloro che in consiglio comunale mentre l’assessore al bilancio, Ciro Cimmino, relaziona sul bilancio, rispondono al telefono, leggono il giornale, escono e rientrano continuamente in sala. Vano anche il tentativo dell’opposizione, per iniziativa di Alfonso Auriemma, che cerca di saperne di più, che si chiede “come mai non si è pensato di negoziare con la Geset sugli incassi dell’Imu? Come mai la Geset prende un compenso esagerato rispetto alle prestazioni che offre?” “Perché non è stato stanziato neanche un euro per la Villa Augustea?” “Come mai – continua Luigi Aliperta – il recupero degli evasori si è fermato al 70% e perché si spende sulle previsioni di recupero e non su quello effettivamente recuperato?”

Le risposte sono supportate da cifre e conti e la relazione favorevole dei revisori dei conti, ma i pensieri sono altrove, pensano al futuro, al domani, alle ore decisive che verranno. Ognuno ha una strategia, un contatto, un patto da stringere o da sciogliere. Si vota: Il consuntivo passa. E, apparentemente, sembra che tutto vada per il meglio. Ma, si sa, la politica e certi uomini politici ormai non sorprendono più di tanto. È la solita politica vecchio stile, quella dei retropensieri, della lingua biforcuta, che in pubblica assise prima ringrazia per l’ottimo lavoro svolto, plaude all’operato del sindaco uscente, vota a favore del consuntivo in nome della coerenza e della responsabilità e che, pochi istanti dopo, senza nessun annuncio, si alza e abbandona l’aula consiliare.

È così che il presidente del consiglio, Carmine Di Sarno, ha voltato le spalle alla maggioranza di cui ha fatto parte per cinque anni, lasciando il sindaco e gli alleati confusi e disorientati più che mai. Ed è allo stesso modo, senza neanche voltarsi indietro, che il consigliere di maggioranza Alfonso Allocca, esponente del gruppo Fli ribattezzato poi “Somma Domani”, ha lasciato l’aula consiliare. Nel giro di pochi minuti, dunque, altri due consiglieri, oltre al gruppo di Noi Sud (Polliere- Beneduce), hanno abbandonato il sindaco uscente per confluire verso le liste della candidata sindaca Paola Raia, a cui i vertici provinciali hanno assegnato il simbolo del partito. L’uscita dell’opposizione dall’aula, seguita poi da Alfonso Alloca e da Carmine Di Sarno, ha portato il segretario comunale a dichiarare deserta la seduta per mancanza di numero legale.

La discussione del punto relativo ai debiti fuori bilancio è rinviata a venerdì 26 aprile. Sono stati proprio i debiti fuori bilancio – chiediamo al sindaco Allocca- a provocare le defezioni all’interno della maggioranza?

«Purtroppo non tutti hanno ben chiaro il concetto di debito fuori bilancio, che è un indebito arricchimento dell’ente, e c’è tra i consiglieri, compresi quelli della mia coalizione, una paura immotivata. Tra l’altro quello che dovevamo riconoscere oggi erano debiti fuori bilancio risalenti agli anni 1990-1991. Quello che i consiglieri forse non vogliono capire è che qualsiasi decisione va presa, o che si voti, o che non si voti o che ci si astiene o che si abbandona l’aula, va sempre motivata. Su questi debiti fuori bilancio siamo sereni e sicuri. Non c’è alcun rischio penale, anzi il direttore generale e il segretario comunale mi hanno spiegato che esiste più rischio per i debiti a sentenza che per quelli per le prestazioni professionali».

«Considerato il momento e il clima delicato che si respira, avremmo anche potuto evitare il consiglio, ma questa è l’ennesima prova di responsabilità di questa amministrazione che, prima del 30 aprile, data ultima secondo la normativa vigente, ha voluto approvare il consuntivo: era un atto dovuto. In ogni modo, così come ho annunciato in altre occasioni, lasciamo nelle casse comunali un tesoretto di circa 8 milioni di euro, di cui tre possono essere spesi subito».

Che dice dell’abbandono dei consiglieri Allocca e Di Sarno?
«C’è chi dopo aver scippato il simbolo, sta tentando di scipparmi pure la squadra. Questi consiglieri di maggioranza che hanno fatto questa scelta sono gli stessi che non hanno brillato in nessuna attività amministrativa, evidentemente sono attratti più dal potere che dal bene per la loro città. Perdo pezzi? Valuto “quali” pezzi perdo e la cosa non mi tocca più di tanto: siamo pronti a presentare liste ricche di giovani e di persone perbene e professionali. Andremo avanti e ci auguriamo di poter continuare ancora a servire questa città".

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