Simmi di Acerra, ieri la protesta degli operai

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I lavoratori dell’impianto di contrada Pagliarone hanno presidiato per tutta la mattinata di ieri l’Ansaldo, azienda che ha dirottato altrove le commesse una volta destinate ad Acerra.

Un presidio davanti all’Ansaldo di via Argine. Una protesta per far capire a chi di dovere che il dirottamento al centro nord dell’appalto di fornitura ha provocato un dramma terribile: una fabbrica chiusa e 230 operai senza soldi e senza posto.

I lavoratori della Simmi di Acerra ieri hanno voluto lanciare questo messaggio ai responsabili della grande azienda di Finmeccanica che produce locomotori ferroviari. Una volta la Simmi produceva per questi treni cablaggi elettrici, sofisticati componenti elettronici e interi pezzi di carrozzeria. Poi le cose sono cambiate di colpo, quando cioè un anno e mezzo fa la capocommessa ha deciso di dirottare verso un’azienda dell’indotto ubicata nel nord della Toscana praticamente tutte le lavorazioni prima affidate alla Simmi. A quel punto è stato il tracollo per l’impianto acerrano. Lo stabilimento ora è chiuso e gli operai sono finiti tutti in cassa integrazione. Che non viene erogata da mesi.

Per tutti questi motivi ieri i lavoratori della Simmi durante il presidio hanno chiesto un incontro con i responsabili del consiglio di fabbrica dell’Ansaldo. E alla fine i delegati del grande stabilimento hanno consegnato ai manifestanti un comunicato sconfortante. Un messaggio che fa chiaramente capire che anche la situazione dell’impianto di via Argine è pessima, sull’orlo del baratro. Pure lì.

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