Interrogatorio di garanzia per il responsabile dell’ufficio ambiente che è ai domiciliari. L’inchiesta potrebbe toccare altri settori, gli inquirenti stanno verificando appalti e gare pregresse.
L’inchiesta sulle “mazzette” che ha portato in carcere già sabato scorso il dimissionario sindaco Carmine Esposito, e che ha prodotto quale effetto valanga le dimissioni di tutti i consiglieri comunali, non si fermerà qui. Oggi è previsto l’interrogatorio di garanzia di Luigi Terracciano (54 anni, dirigente dell’ufficio ambiente attualmente agli arresti domiciliari) dinanzi al giudice per le indagini preliminari. Terracciano, che si occupa del settore da più di un decennio (erano gli anni ’90) potrebbe decidere di non rispondere o di ribattere alle accuse che sono molto gravi. Anche lui, come per Esposito, pur senza la flagranza di reato che ha spinto il pm a chiedere per l’ex sindaco il carcere, l’accusa di concussione.
Avrebbe chiesto ma non intascato la bustarella di 2500 euro mensili all’imprenditore che gestisce l’affair “munnezza” a Sant’Anastasia. Le intercettazioni ambientali non lascerebbero adito a dubbi di sorta e il dirigente, difeso dall’avvocato Mario Terracciano, avrebbe “chiesto” pure se non intascato. Un tot al mese per lasciare in pace la ditta, per non creare problemi. Le indagini – a prescindere dall’iter procedurale – non finiscono con i due arresti che hanno fatto crollare come un castello di sabbia il governo cittadino. Gli investigatori, che la stessa sera di sabato si recarono in municipio perquisendo il gabinetto del sindaco e la sala giunta, acquisirono anche – come confermato dagli inquirenti nonostante la repentina smentita arrivata poco dopo dal Palazzo – atti di gare e di appalti e si preparerebbero a esaminare molti e molti anni di operato del funzionario che ha lavorato accanto a più di un sindaco.
L’ultimo è a Poggioreale e ha affidato la sua difesa al legale Vincenzo Maiello, dichiarandosi finora, anche davanti al giudice, completamente estraneo ai fatti. L’avvocato farà probabilmente ricorso al tribunale del Riesame. Altri elementi potrebbero saltare fuori nei prossimi giorni anche se le risultanze delle intercettazioni ambientali non sono state rese note e forse non lo saranno nell’imminente. Le cimici erano comunque in alcuni uffici del municipio, mentre altri colloqui sarebbero stati registrati microfonando l’imprenditore che aveva sporto denuncia ai carabinieri sia contro il sindaco sia contro il dirigente. La perquisizione a casa dell’ex sindaco Esposito, già capogabinetto di Luigi Cesaro, avrebbe dato esito negativo. A incastrare il politico, esclusivamente lo scambio di denaro, la busta con 15mila euro in contanti trovati nella sua Mercedes e lasciatigli poco prima dell’arresto dall’imprenditore. Per Terracciano il castello accusatorio è diverso pur nell’ambito della stessa inchiesta e per lo stesso reato, ma oggi potrà difendersi davanti al giudice che deciderà se confermare i domiciliari o disporre altre misure cautelari.





