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Sant’Anastasia. Le riflessioni di Rifondazione Comunista sugli ultimi episodi di violenza

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Dopo le violenze all’attivista di sinistra ed a Luca Persico, leader storico del gruppo musicale “99 Posse”, la sezione locale Nello Laurenti critica l’incontro avvenuto nell’aula consiliare con la moglie di Almirante, donna Assunta.

In questi ultimi mesi, si sono verificati, in Italia e in Europa, una serie di azioni di barbara violenza che hanno visto come protagonisti esponenti di estrema destra. Il giorno 6 giugno, in una mattina di sole parigino, un giovane ragazzo appena diciottenne, Clement Meric, è deceduto dopo essere stato massacrato con calci e pugni da tre persone appartenenti ai gruppi nazi-fascisti. La sua unica colpa era quella di essere un attivista di sinistra.

Sempre nella giornata del 6 giugno, stavolta in tarda serata, nei pressi di Velletri, Luca Persico, leader storico del gruppo musicale “99 Posse”, da sempre in prima linea nella lotta al fascismo, è stato aggredito, insieme ad un suo collaboratore, da un branco di estremisti di destra. Venti contro due. L’Italia che ha vissuto la tragedia del ventennio fascista e delle leggi razziali, non è riuscita, ancora oggi, a fare i conti con il suo vergognoso passato. Si assiste ad un revisionismo storico con il quale si vuole assolvere i misfatti dei fascisti senza alcuna condanna, netta ed inequivocabili, di quella ideologia e dei loro rappresentanti.

Tant’è che, nella nostra piccola Sant’Anastasia, un nascente movimento che mira a rispolverare i pseudo valori della destra nazionalista, nel caso si possa parlare di valori, ha organizzato, nell’aula consiliare del Comune, un incontro con l’ottuagenaria Assunta Almirante, nota per essere la Lady dello storico fondatore del MSI, Giorgio Almirante. Ben pochi sanno che Giorgio Almirante il vecchietto presentato dalla moglie come il nonno buono di tutti gli italiani, fu amnistiato, nell’anno 1972, in quanto ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato per la strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria. La strage avvenne a 15 giorni dall’omicidio Calabresi e tre settimane dopo le elezioni politiche del 7 maggio nelle quali l’MSI era cresciuto fino all’8.67%, massimo storico e ad un passo dal PSI.

Non si parla di violenza politica o di strada, di giovani di destra e sinistra che si fronteggiavano ed a volte si ammazzavano; stiamo parlando di stragismo. Ma se andiamo ancora più indietro, a quando Almirante era capo di gabinetto di Fernando Mezzasoma, ministro della Cultura Popolare che curava la Propaganda della Repubblica Sociale, fu promotore, insieme ai criminali Nazisti Kesselring e Kappler, dei bandi che ordinavano la fucilazione alla schiena dei renitenti.

Eppure, come se tutto questo non bastasse, la vera ciliegina sulla torta il Giorgione Almirante ce la offre quando esprimeva la sua idea sul concetto di tolleranza: “Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza – scriveva Giorgio Almirante -. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore”.

Insomma, un pensiero in totale sintonia con la manifestazione organizzata dal nostro caro Signor Sindaco Esposito qualche settimana fa, quella sull’integrazione degli immigrati. Sindaco che, va ricordato, ha fatto gli onori di casa alla signora Almirante, e che nella sua coalizione ha l’onore di schierare un consigliere comunale che ha espresso, pubblicamente, l’intenzione di voler fondare a Sant’Anastasia un circolo di “Alba Dorata”, nota forza di estrema destra nata in Grecia.

Convinti che non ci sia nulla di più da aggiungere, facciamo i complimenti a quanti, giovani e meno giovani, che in ogni modo e con ogni strumento cercano di legittimarsi sul territorio, hanno macchiato d’infamia e di vergogna la nostra cittadina calpestando la Costituzione italiana ed i suoi valori democratici e di libertà. Una libertà che, non di certo per colpe dovute a noi comunisti, ci è stata negata per oltre un ventennio da chi fischiettava Eia! Eia! Alallà! a braccio teso. Viva l’antifascismo.
I compagni e le compagne del Circolo di Rif. Comunista “Nello Laurenti” di Sant’Anastasia

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