Sant’Anastasia. Gara igiene urbana: il Pd presenta un esposto alla Procura

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Il segretario cittadino, Grazia Tatarella: “L’amministrazione tace sulla vicenda. Noi, invece, vogliamo che sia fatta chiarezza e che vengano date le dovute spiegazioni alla cittadinanza”.

Lo scorso 4 luglio, il Partito Democratico Sant’Anastasia venuto a conoscenza della sentenza emessa dal TAR, con la quale si annullava l’affidamento del servizio di igiene urbana, evidenziava e denunciava a mezzo stampa le irregolarità amministrative e la negligenza da parte del sindaco Esposito nel controllare che tutta la procedura fosse svolta nei termini e nei modi stabiliti per legge.

Il primo cittadino avrebbe dovuto fin da subito fare chiarezza sulla vicenda e dare attuazione alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale. Anche in virtù del fatto che, proprio come Ponzio Pilato, “se ne era lavato le mani”, scaricando colpe e responsabilità sui funzionari. L’Amministrazione avrebbe dovuto senza mezzi termini, mettere a conoscenza le autorità competenti di una autocertificazione irregolare. Come suo solito, invece, Esposito ha fatto finta di nulla. Così facendo, ha costretto i consiglieri comunali di opposizione a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Nola, affinché potesse essere finalmente fatta chiarezza su una questione che pare avere non poche ombre.

Tale azione è stata posta in essere soprattutto per tutelare i cittadini anastasiani, perché come è noto a tutti la tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani è a totale carico dei contribuenti. Non si possono commettere errori simili a discapito di una intera collettività. A riguardo, riportiamo le dichiarazioni del consigliere comunale del PD, Raffaele Coccia: “L’esposto è stato presentato per far luce su una vicenda che sin dall’inizio non ci è sembrata chiara. In più occasioni abbiamo denunciato le nostre perplessità. Non siamo mai stati ascoltati, né ci sono stati consegnati tutti i documenti relativi alla gara (vedi verbali Commissione Trasparenza). Quindi ci siamo sentiti in obbligo nei confronti dei cittadini di rivolgerci alle autorità competenti per venire a capo di questa faccenda. In poche parole, abbiamo intentato un’azione che sarebbe spettata al sindaco. Il quale, invece, si è comportato come se nulla fosse accaduto. Siamo certi che la magistratura farà il suo corso e ripristinerà il normale ordine delle cose”.

Al consigliere Coccia fa eco il capogruppo consiliare del Partito Democratico, Giovanni Barone: “In occasione della sentenza del TAR, ho riferito attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, le anomalie che l’opposizione riscontrava nell’iter della gara per l’igiene pubblica. L’operazione fu sospesa per attendere il giudizio del tribunale amministrativo. Il 26/06/2013 è stata registrata la sentenza che ordinava l’annullamento degli atti di assegnazione della gara. Abbiamo atteso che il sindaco facesse chiarezza e desse il via agli obblighi di legge, oltre ad un chiarimento pubblico circa l’incresciosa vicenda che vede coinvolti gli uffici comunali. L’attesa è stata inutile. Il Partito Democratico ed i suoi eletti, come gli altri consiglieri di opposizione, hanno ritenuto loro dovere morale, politico e democratico mettere a conoscenza di tali fatti l’autorità giudiziaria.

E’ inutile che il sindaco faccia il solito piagnisteo e si presenti come vittima. Noi abbiamo il dovere, come rappresentanti di una larga parte di cittadini, di approfondire ciò che avviene al comune e soprattutto come si amministra. Siamo sicuri, anzi lo auspichiamo che si tratti di un nulla di fatto e di meri errori burocratici. Se così fosse saremo i primi a rallegrarcene ed il sig. sindaco ci dovrà, forse, ringraziare, per aver fatto noi, quel che pensiamo fosse suo compito. Quello, cioè, di acquisire una verità certa”.

Anche il segretario cittadino del PD, Grazia Tatarella, ha tenuto a precisare la posizione del partito: “Abbiamo deciso di chiedere alle autorità giudiziarie di far luce su questa grave vicenda. Credo che l’amministrazione avrebbe avuto lei stessa il dovere morale di chiarire quanto accaduto, rivolgendosi alle autorità. Ma hanno ritenuto più opportuno tacere. Noi invece, in qualità di organo di controllo all’interno del consiglio comunale e nel paese come partito, vogliamo che sia fatta chiarezza e che vengano date le dovute spiegazioni alla cittadinanza”. Il PD anastasiano non svolge alcuna attività persecutoria nei confronti di nessuno. Agisce semplicemente per far sì che i cittadini siano amministrati degnamente. I cittadini hanno diritto di sapere. Esposito ha speso oltre diecimila euro dei loro soldi per informarli. Sarebbe opportuno che non dica solo ciò che gli fa comodo.
Partito Democratico.

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