Abbiamo riscontrato nella cittadina vesuviana la presenza di alcuni edifici fatiscenti, che da anni sottostanno alle intemperie e all’incuria. Per quanto ancora resisteranno?
In genere, quando succede un incidente e ci scappa il morto, giornali e simili fanno a gara a chi per primo sfoggia etichetta della tragedia annunciata, in modo da sentirsi più estranei alle più o meno inconsapevolmente condivise colpe dell’umana società .
La gente poi, la brava gente, allo stesso modo, sale anch’essa sul piedistallo dell’attualità , per pontificare con i suoi io-l’avevo-detto, quelli che inutilmente si sprecano, quelli detti così, giusto per sentirsi a posto con la propria coscienza, giusto il tempo che passi il clamore della cronaca. Anche noi, tutto sommato, preferiamo mettere le mani avanti e visto che rimaniamo perennemente in rete, lanciamo ai posteri l’umana sentenza. Poniamo per ciò alla pubblica attenzione un caso emblematico.
A San Sebastiano ci sono tante belle cose, ma anche tante cose brutte, e per giunta pericolose! A via Palmieri ad esempio (e purtroppo non solo!), da decenni, c’è una costruzione puntellata che occupa la carreggiata di suddetta strada, riducendone il lume. In questi giorni, nel diruto edificio, ci sono stati dei crolli che mettono ancor più gravemente in luce la pericolosità del rudere, che ormai sembrerebbe far parte del panorama locale, dove nessuno sembra accorgersi di quel pericoloso ingombro.
Si fa presente che l’edificio è in pieno centro cittadino, vicino alla chiesa madre e ad alcuni frequentati esercizi commerciali, per cui in un luogo di intenso passaggio di auto e pedoni. Viene allora spontaneo porsi la domanda, vista l’attualità del crollo e la vetusta permanenza degli ormai irrisori ponteggi, quanto ancora dovremo attendere perché la zona venga messa finalmente in sicurezza e resa liberamente fruibile a un più sicuro transito? Dobbiamo forse attendere che il tutto crolli su qualche povero malcapitato, magari aggrappandoci a qualche improvviso e straordinario evento naturale, come è di moda fare appello in questi ultimi tempi?
Quando si è sicuri, più del luogo comune, dell’accondiscendenza dei più, supportata da una reciproca e ambivalente chiusura d’occhi, si sottolineerà il malaugurio che il menagramo di turno lancerà . Si lucideranno i passamano di ferro e si consumeranno le patte dei blue jeans, a furia di reiterare l’apotropaico gesto. Ma nulla potrà evitare a chi leggerà poi, a fatto compiuto, la facile sentenza. Se un edificio è pericolante, prima o poi crolla e questo a prescindere di qualsiasi jettatura!
Per cui, a chi può e a chi deve, non fate di noi novelle cassandre e provvedete a mettere in sicurezza questo luogo e tutti quelli come Masseria Cangiani o l’edificio in Via Valente, che meritano anch’essi la giusta attenzione; passatevi una mano sulla coscienza e mettete da parte, almeno una volta, il vostro interesse, in favore di una collettività di cui anche voi fate parte.



