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San Sebastiano al Vesuvio, piccoli delinquenti crescono

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Da tempo la città è soggetta alle angherie di bande di ragazzini che molestano passanti e compiono atti vandalici. Tutto ciò fino al culmine dello scorso venerdì quando un ragazzetto ha esploso alcuni colpi di pistola ma ferendo solo se stesso.

San Sebastiano non è una metropoli ed è ovvio che quando accade qualcosa la cassa di risonanza è amplificata per la rarità di eventi e soprattutto per la ristretta cerchia di persone che coinvolge. La cosa che però conviene sottolineare è quella legata al fatto che se un evento, specie se di cronaca nera, colpisce la comunità e questo è stato più volte preannunciato, allora converrebbe fermarsi un attimo e ragionarci un po’ su.

Il fatto in questione è quello relativo alla sparatoria nelle prossimità via Plinio, la strada commerciale della cittadina vesuviana, una volta meta affollata dei locali che vi si recavano per le compere o per una semplice passeggiata, ora invece territorio di scorribande di gruppetti di ragazzini e teppistelli. Fin qui niente di strano, siamo purtroppo nella norma, tutto ciò accade anche altrove ma se ci sono le avvisaglie, se gli esercenti, prima si lamentano, poi ti avvisano della situazione, infine denunciano i fatti incresciosi che accadono sotto i portici di via di Plinio, allora un po’ di responsabilità, tu istituzione devi pur assumertela perché non sei corsa ai ripari.

Sono anni che sotto i porticati della bella e spaziosa via Plinio, a tutte le ore del giorno, transitano e purtroppo stanziano delle vere e proprie bande che dal turpiloquio sono rapidamente passati ad atti intimidatori, prima verso i propri coetanei e poi, coscienti probabilmente della loro impunità, verso gli stessi adulti. Offese, spintoni, furto di oggetti personali, percosse, ma sempre catalogate nell’ambito delle ragazzate, comprese quelle ai danni di un proprietario di una bancarella di libri che si è visto costretto ad andarsene a causa degli “scherzi” ai clienti e al lancio dei suoi libri da parte di questi ragazzi.

Ora è risaputo che la situazione economica è quello che è, e certo non ci mancavano gli atti di questi delinquenti a complicare la cosa ma è pur vero che, chi di commercio vive e temeva il loro salto di qualità, aveva già avvisato le autorità lamentando la pericolosità e il fastidio arrecato dalle bande ma purtroppo, venerdì scorso si è sfiorata la tragedia: l’imbecille di turno, figlio di altrettanti imbecilli, ha sparato sembra con un calibro 9 e s’è pure ferito! Ma non è finita lì, testimoni affermano che il fesso, per mostrarsi coraggioso, esibiva gagliardamente la ferita affermando di non fregarsene assolutamente dei Carabinieri! Degno di un Fantozzi, certo! Uno che si spara nell’inguine da solo, normale non è! Ma non è neanche normale che un quattordicenne, già fermato per spaccio, vada tranquillamente con una parabellum in tasca.

Ora cosa aspettavano le autorità per muoversi, che scoppiasse uno scontro a fuoco tra adolescenti annoiati, come accadeva negli anni ’80? Aspettavano che il mafiosello in erba facesse il suo tirocinio a spese di qualche inerme passante prima di intervenire? Si vuole il morto come per ben due volte è accaduto in via Panoramica per capire che c’è un problema e va affrontato? Eppure qui non stiamo parlando di una zona periferica o fuori mano e ammesso che questo possa giustificare una simile situazione, in questo caso è ancora più grave. Stiamo in pieno centro. In certe ore del giorno e della sera pare di essere in una di quelle cittadine del far west isolate dal mondo, mancano solo le palle si sterpi che rotolano soffiate dal vento.

I ragazzini locali, quelli timorosi della legge e rispettosi del prossimo, tra i pochi e più assidui avventori dei bar dei portici, ormai, da tempo, li disertano preferendo mete più affollate come Portici, non certo esenti da pericoli ma senz’altro più controllate, e dove, di tanto in tanto, un esemplare della Forza Pubblica lo vedi pure. Una sola preghiera rivolgo a chi ha la bontà di leggerci: se pur vero che molti di questi imbecilli sono stati identificati come persone provenienti da Massa di Somma è anche vero che altri sono di San Sebastiano e che l’emulazione non osserva i confini amministrativi. Non culliamoci quindi su false e inutili illusioni di purezza e campanilismo e chiediamoci soprattutto perché soltanto gli esercenti di via Plinio hanno messo in luce la cosa e tutti gli altri hanno fatto finta di niente.

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