Sabato pomeriggio, nella sala consiliare del Comune, sarà presentato il libro “Il Giugno popolare vesuviano”.
Erano i primissimi anni ’70 l’Italia era attraversata da fremiti incredibili, il movimento del ’68 era in piena evoluzione, in tutte le piazze del Paese vi erano scioperi e manifestazioni, e anche a San Giuseppe Vesuviano si cominciavano a vedere i primi effetti degli scontri di classe a carattere nazionale.
Un gruppo di giovani, fra cui ricordiamo Franco Ammirati, Salvatore Borriello, Alfonso Cepparulo e tantissimi altri, esponenti del progressismo Sangiuseppese diedero vita al “Giugno popolare”, sotto la bandiera dell’ARCI che aveva la sua storica sede al Villaggio Vesuvio.
Organizzavano manifestazioni culturali per tutto il mese di giugno che avevano alla base la valorizzazione dei canti popolari dell’Area Vesuviana. Fu un periodo di splendore culturale che durò più di un decennio, dal 1974 al 1986, quando poi la sottocultura del dio denaro prese il sopravvento su tutto, complice anche il benessere economico raggiunto in breve tempo e l’abusivismo dilagante, non solo edilizio, facendo finire nell’oblio dei ricordi tutto il lavoro fatto fino ad allora.
Sabato 6 aprile alle 18 nella Sala Consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano sarà presentato il libro “Il Giugno popolare vesuviano”, scritto da Rosaria De Angelis ( Ed. Dante & Descartes 2013) sotto la supervisione del Prof. Antonio Lezza, docente di letteratura italiana e letteratura teatrale all’Università di Salerno.
L’evento ha ricevuto il Patrocinio dal Comune di San Giuseppe Vesuviano e sarà proprio il sindaco, Avv. Vincenzo Catapano, ad aprire la manifestazione.
(Fonte foto: Franco Virzo)





