Il centro sinistra Sangiuseppese ha festeggiato il 25 Aprile. Assente il mondo cattolico e l’amministrazione comunale. FOTOGALLERY
Il 25 aprile a San Giuseppe Vesuviano è stata sempre una festività da “sfruttare” per gite fuori porta o, nei casi più fortunati, per lunghi ponti primaverili in località di villeggiatura. I partiti e le associazioni locali non hanno mai associato la giornata di festa nazionale alla loro attività sul territorio. Da alcuni anni a questa parte alcuni cittadini, autotassandosi, si sono ricordati che il 25 Aprile 1945 si concludevano i 20 mesi di guerra civile che avevano insanguinato più di metà del territorio nazionale durante i quali erano stati compiuti massacri anche di civili.
Per l’appuntamento del 2014 tutte le anime del centro sinistra locale Vocenueva , Jamm e il Partito Democratico, si sono unite sotto l’unica bandiera della Festa della Liberazione, organizzando un momento di aggregazione alla fine del quale è stata deposta una corona al Monumento ai Caduti di Piazza Risorgimento. Ogni associazione ha dato un proprio contributo, il tutto in autofinanziamento, come spiegano dal comitato organizzatore.
A metà mattinata si sono alternati alcuni oratori per un commento sulla Festa del 25 Aprile.
Agostino Casillo, capogruppo in consiglio comunale per V-L-PD, ha ricordato l’importanza della Festa dlla Liberazione come pietra miliare della democrazia e della costituzione, facendo notare che in un momento così importante l’amministrazione comunale ha preferito essere assente. Maria Rosaria Migliarino, coordinatrice locale del PD, ha ringraziato i presenti ricordando che il 25 Aprile non è una festa di parte ma è la festa di tutti gli italiani, perchè la democrazia e la libertà non sono beni personali ma appannaggio di tutti.
Su questo punto si è notata la mancanza dell’intero mondo cattolico locale, che nonostante fosse stato invitato all’organizzazione dell’evento ha preferito defilarsi perchè riteneva i partecipanti troppo politicizzati e troppo di parte. E’ stato un vero peccato perchè il grande eroe che ancora oggi si ricorda a San Giuseppe Vesuviano fu proprio un sacerdote, Don Gino Ceschelli, ucciso dai soldati tedeschi perchè si opponeva alle razzie e alle deportazioni.
La vera star della giornata è stata un’arzilla vecchietta di 81 anni, Graziella Di Gasparro, che verso la fine del 1943, a soli dieci anni, vide morire il padre in una rappresaglia organizzata dai tedeschi in ritirata nel suo paese, Conca della Campania prov. Di Caserta. Oltre a ricordare il momento storico si è fortemente scagliata contro la guerra, che oggi viene definita “missione di pace” ma sempre di guerra si tratta. Ha poi letto una toccante lettera indirizzata al padre che non c’è più, emozionando molti tra i presenti.
A concludere gli interventi il prof. Raffaele Urraro, decano della cultura Sangiuseppese, un passato da professore al liceo Diaz, oggi in pensione ma non per questo a riposo. Ha scritto alcuni libri su Giacomo Leopardi molto apprezzati anche dall’Istituto di Studio Opere Leopardiane di Recanati.
Il suo intervento è stato molto applaudito,specialmente il passaggio su Padre Gino Ceschelli.
Subito dopo è stata deposta una corona di fiori al Monumento ai Caduti. Per dovere di cronaca va detto che l’amministrazione comunale ha affisso un manifesto in ricordo del 25 Aprile. E’ un notevole passo avanti, ci dicono dal comitato organizzatore, l’anno scorso il sindaco Catapano dichiarava di andare a giocare a pallone. Forse il prossimo anno ci sarà qualche cittadino in più e, si spera, anche qualche amministratore.





