San Giuseppe Vesuviano. I cittadini puliscono il Parco del Vesuvio

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Coordinati dal Comune, cittadini ed associazioni, hanno iniziato a pulire il sentiero n.7 del Parco Nazionale del Vesuvio. Per completare l’opera serviranno anni. Fotogallery

L’Ufficio Ambiente del Comune di San Giuseppe Vesuviano ha lanciato un programma di pulizia dei sentieri nel Parco Nazionale del Vesuvio a monte di Santa Maria la Scala. L’operazione è iniziata il 1° maggio, è stata replicata il 5 e si completerà domenica 12 maggio.

L’occasione è stata data dalla gara di Eko Trail, che sarà organizzata dalla ASD Atletica San Giuseppe il 19 maggio prossimo, la quale ha tracciato sui sentieri del Parco il percorso che porterà gli atleti da San Giuseppe ad Ottaviano passando per Terzigno, con rientro al punto di partenza in via Profica Paliata alle spalle della chiesa di S.M. la Scala. Tuttavia, la montagna di rifiuti presenti ai bordi dei sentieri avrebbe seriamente compromesso la gara: da qui la richiesta all’amministrazione comunale di pulire, solo che per serie esigenze di bilancio il Comune è stato costretto a chiedere l’intervento di cittadini ed associazioni. Tutti hanno accettato di buon grado e si sono presentati all’appuntamento in via Profica Paliata di buon mattino dove era già presente il consulente del comune in materia ambientale, Luigi Acquaviva, che ha assegnato ad ognuno guanti, buste, rastrello e pezzo di sentiero da pulire.

Ad intervenire in massa è stata l’Associazione Cattolica con in testa la sua presidente Gina Meo, Vocenueva con i consiglieri comunali Antonio Borriello e Agostino Casillo, il Coordinamento Ambientale San Giuseppe Vesuviano e tanti Cittadini in forma individuale. Una nota particolare è per il sig. Giuseppe Illuminato, noto imprenditore edile Sangiuseppese che si è presentato all’appuntamento con il suo Bobcat e un camion per il movimento terra, grazie al quale è stato possibile trasportare tutti i rifiuti raccolti e differenziati, a valle, dove gli operatori del Consorzio GE.MA. provvederanno al ritiro.

Grandi assenti Sindaco ed Amministrazione Comunale, fatta eccezione per il delegato alle Aree Verdi il consigliere Roberto Parente, l’Assessore allo Sport Tommaso Andreoli ed il consigliere Saverio Carillo. Tutti gli altri hanno preferito restare a casa mentre i cittadini cercavano di mettere rimedio a decenni di malagestione ed incuria.

La richiesta di intervento alla società civile è stata giustificata dall’Ufficio Ambiente come conseguenza della mancanza di fondi; ai più questa precisazione è apparsa abbastanza debole, dal momento che il servizio smaltimento rifiuti da anni costa quasi sei milioni di euro alle casse comunali e che giusto cinque mesi fa, all’indomani dell’insediamento dell’amministrazione Catapano, furono spesi oltre 100.000 euro prelevati dai fondi di riserva per le festività natalizie. Dunque, forse qualche misura forse, si sarebbe potuta trovare, però sull’argomento i signori politici hanno preferito glissare.

Accantonate le polemiche politiche si è passati ai fatti. Con guanti alla mano si è cominciato a scavare fra i rovi e sono venuti alla luce montagne di bottiglie di vetro e di plastica ancora nei loro sacchi della differenziata, segno che i produttori avevano provveduto alla loro differenziazione ma poi, molto probabilmente, non erano stati ritirati dagli operatori ecologici e molto sciaguratamente erano stati smaltiti nel Parco Nazionale del Vesuvio. Ad ogni modo, è stato trovato di tutto: eternit, pneumatici, scarti tessili, scarti di carrozzerie, elettrodomestici, televisori, avanzi di ristrutturazioni edilizie, rifiuti indifferenziati e per finire una confezione di 12 uova intatta con scadenza 13 maggio 2013. Segno che gli scarichi continuano tuttora nonostante il giro di vite inaugurato dall’amministrazione Catapano con raffiche di verbali ma segno anche di un’opulenza, alimentare e non, ai limiti dell’eccesso; e questo avviene in un paese dove si stima che il Banco Alimentare sostenga oltre 500 famiglie.

Ripulire tutti i sentieri e i valloni, del fazzoletto di terra del Comune di San Giuseppe Vesuviano, inserito nel parco Nazionale del Vesuvio a questo ritmo richiederebbe oltre un anno di lavoro. Interessante la proposta del sindaco Catapano di chiudere gli accessi con delle sbarre e assegnare copie delle chiave ai residenti, un palliativo a detta di alcuni ambientalisti i quali ricordano che alcuni anni fa lo stesso discorso fu messo in campo per Piano del Principe e il risultato fu che dopo poche settimane i lucchetti furono divelti nel disinteresse generale, sia dei residenti che subivano scarichi abusivi e sia dello Stato rimasto inerme ad osservare le colonne di fumo prodotte dall’incendio dei rifiuti.

Al di là di polemiche e opinioni politiche spesso non conciliabili, domenica mattina è stata una bella giornata, oltre che di sole, anche di partecipazione civile in cui hanno lavorato spalla a spalla, il giovane disoccupato e il professore universitario, l’operaio e l’imprenditore, i cattolici e i progressisti, insomma l’intera società civile si è stretta sotto la comune bandiera dell’Ambiente, dimostrando che un futuro migliore sarebbe possibile anche a San Giuseppe Vesuviano. Il prossimo appuntamento è per domenica 12 maggio alle ore 8 in via Profica Paliata. Occorre abbigliamento da lavoro e tanta buona volontà, i rifiuti da rimuovere non mancano.