Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, su invito di “Libera Contro le Mafie” ha tenuto una lezione su >Giustizia Etica e Legalità, presenti alunni delle medie e avvocati del Foro di Nola.
Inizialmente il Dott. Roberti sarebbe dovuto venire a San Giuseppe Vesuviano a parlare ai cittadini di Legalità e Giustizia. Poi grazie all’impegno del vice sindaco, Dolores Leone, la manifestazione è stata inserita in un evento più complesso organizzato dal comune: >Convegno su Giustizia Etica e Legalità 2 Edizione, che vede fra gli organizzatori il presidente dell’Ordine degli Avvocati Nola, avv. Francesco Urraro, che ciclicamente organizza incontri fra avvocati, magistrati, professionisti e cittadini per ridurre le devianze e favorire condotte virtuose specie nei rapporti con la pubblica amministrazione. Il convegno si è articolato in due sessioni, quella mattutina di carattere teorico e quella pomeridiana più tecnica per entrare nei temi specifici.
Il sindaco Catapano ha aperto i lavori presentando gli ospiti: Dott.ssa Calabritto vice presidente di Libera Contro le Mafie, Dott. Luigi Giordano GIP al Tribunale di Napoli, il Dott. Franco Roberti Procuratore Nazionale Antimafia, il Dott. Paolo Mancuso Procuratore Generale della Repubblica al Tribunale di Nola, il Dott. Giuseppe Visone dell’ANM, il Dott. Giovanni Prisco presidente Ordine dei Commercialisti di Nola.
Nel pubblico invece sette agenti PS in divisa, sei in borghese; due ufficiali dei Carabinieri e tre sottoufficiali in divisa; due ufficiali della Guardia di Finanza; il Comandante della Polizia Locale e cinque VV.UU.; una decina di impiegati comunali; alcune classi delle scuole medie con gli insegnanti; rappresentanti di associazioni; avvocati e commercialisti; alcuni cittadini. In breve eccetto gli addetti ai lavori non c’era nessuno, come da tradizione.
Ad aprire i lavori l’Avv. Francesco Urraro, da sempre impegnato sugli atavici problemi della giustizia: “>abbiamo un sistema giudiziario che comprime l’accesso alla giustizia attraverso la lentezza e gli alti costi delle tasse, indirizzando i cittadini verso forme di giustizia alternative” Gli fa eco il Dott. Giovanni Prisco che risponde dal versante finanziario del problema: “>ci troviamo di fronte ad un fisco iniquo, un sistema vessatorio, tanto da ritenerci più che un Italia Equa una Equitalia“.
Molto tecnico l’intervento del Dott. Giuseppe Visone rappresentante dell’ANM sottosezione di Nola: “>Nella nostra zona sono aumentati i reati ed i processi contro la Pubblica Amministrazione e contemporaneamente anche il tasso di corruzione percepito dai cittadini. Nello specifico ci troviamo di fronte ad un fenomeno a carattere “artigianale” cioè l’elargizione di prebende a politici e funzionari pubblici. I settori sensibili sono : Urbanistica, Rifiuti, Servizi Cimiteriali e Refezione Scolastica. Nei comuni dove manca lo strumento urbanistico è più facile l’aumento della zona grigia. Lo Stato ha inasprito le pene ma bisogna fare di più. Gli esempi sono: denuncia agli ordini professionali e denuncia dei funzionari infedeli, ma principalmente bisogna applicare l’incandidabilità dei politici coinvolti“.
Arriva l’intervento tanto atteso, Franco Roberti 67 anni ben portati, un fisico atletico ed un eloquenza semplice con chiaro accento napoletano, che dopo aver ricordato i successi della Procura di Napoli con il pentimento di Antonio Iovine che è cronaca di questi giorni, ricorda: “>Torno con piacere in questi territori dove più di vent’anni fa arrestammo il capo della camorra locale Carmine Alfieri e ne accogliemmo il pentimento quando questi ammise la totale vittoria dello stato. Oggi le mafie sono in evoluzione, non possiamo dire di averle totalmente sconfitte, sfruttano la globalizzazione e le nuove tecnologie e hanno come obbiettivo la vulnerabilità della P.A. per entrare nelle istituzioni. Il punto è la corruzione. In Europa il fenomeno vale oltre 120 miliardi di euro di cui 60 solo in Italia. Per vincere abbiamo bisogno di una forte tensione morale. Niente più leggi ad personam. La sola legge Ex Cirielli (sconfessata dal suo primo firmatario) costa alla giustizia oltre il 35 % di prescrizioni solo sul fronte delle inchieste sulla P.A. Per quanto riguarda la Terra dei Fuochi oggi si sversa di meno perchè le mafie sono impegnate su un giro vorticoso di traffici internazionali di rifiuti“.
A chiudere la sessione mattutina del convegno, il Dott. Luigi Giordano, GIP presso il Tribunale di Napoli, sangiuseppese da generazioni. Chiarisce subito che non è facile parlare dopo relatori del calibro di chi lo ha preceduto e allora ci racconta una storia. La storia di Lino Romano. Lino Romano era un giovane trentenne di Cardito colpito per errore in un raid camorristico, morto per essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Il Dott. Giordano usa questa storia per far capire che ad uccidere questo giovane è stata prima di tutto la “cultura mafiosa ” dei nostri territori. Racconta che in un convegno pubblico, mentre chiedeva ai cittadini di sentirsi parte in causa nel sostegno per l’affermazione della Legalità, un noto avvocato gli rispose che non era compito dei cittadini affrontare il problema camorra ma di coloro che erano pagati per farlo: forze dell’ordine e magistrati.
La risposta di Giordano fu lapidaria: “>sei culturalmente vecchio, anzi morto dentro. La camorra è un problema nostro, di tutta la comunità“.
Appunto un problema di tutta la comunità. Peccato che finito il convegno alla domanda: “>anche noi vogliamo essere vivi, cittadini attivi della comunità, ma ci è impedito dalle istituzioni, per esempio l’accesso agli atti nella P.A. in realtà è una presa in giro perchè le delibere pubblicate sono contenitori vuoti e dopo 15 giorni sparisce tutto dal Web. Il cosiddetto “diritto all’oblio”. Il Dott. Giordano ci risponde con un laconico: “> io faccio il magistrato” e si allontana.
Ottima la preparazione sul tema dell’Etica e della Legalità delle alunne delle terze classi della Scuola Media “G. Ceschelli” arrivate al convegno con lunghe relazioni sui giudici Falcone e Borsellino, sulla storia di Peppino Impastato attivista siciliano massacrato dalla mafia e dalla cui storia è stato tratto il film “I Cento Passi”, sul delitto Moro e sulla Nave della Legalità che da alcuni anni parte da Napoli per Palermo trasportando 1500 ragazzi delle scuole italiane in occasione dell’anniversario della strage di Capaci che vide morire il giudice Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta. Peccato che non sappiano niente sullo scioglimento per infiltrazione camorristica subito dal loro comune a dicembre del 2009 e a gennaio 2011. Ma su un punto hanno le idee chiare, alla domanda di come si debbano nominare gli scrutatori, rispondono senza esitazione: con il sorteggio!
La manifestazione viene sospesa e agli ospiti viene offerto un buffet.




