San Giuseppe Vesuviano. Consiglio comunale, tanta politica, nessuna soluzione

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La maggioranza cambia le regole per ridurre lo spazio di manovra della minoranza. Unico argine a difesa della democrazia il gruppo Vocenueva-Libera – PD

Martedì 30 luglio è un pomeriggio dal caldo soffocante,per fortuna nella Sala Consiliare i condizionatori girano a pieno regime, peccato che sia completamente deserta alle ore 17,00 (foto), ora in cui il presidente De Lorenzo aveva convocato il consiglio comunale. Come da tradizione tutta sangiuseppese, consiglieri ed assessori arrivano pochi minuti prima dello scadere dell’ora fatidica data per tolleranza dalla legge, non certo dalla buona educazione. Alla spicciolata ed in ordine sparso prendono posto nei banchi 15 consiglieri e solo due assessori, mancano all’appello Casillo per la minoranza e Parente per la maggioranza, giungeranno con qualche ora di ritardo.

Approvati i verbali delle sedute precedenti con piccole modifiche si entra subito nel vivo con le comunicazioni del sindaco che rende note le dimissioni dell’assessore Luigi Ambrosio per motivi personali. In pochi ci credono ma nessuno interviene, il sindaco precisa che ha avocato a sè le deleghe e che provvederà alla surroga entro il 10 settembre prossimo. Seguono le comunicazioni del presidente del consiglio Dott. De Lorenzo sul tema degli immobili abusivi requisiti dalla magistratura. Cita una legge che consentirebbe al Comune di assegnare gli edifici agli ultimi abitanti in regime di edilizia pubblica, si stimano che siano oltre 1000 le pratiche da acquisire al patrimonio comunale, si rimanda la discussione al prossimo consiglio comunale che sarà monotematico su questo argomento.

Si entra quindi nel vivo della seduta: modifica Art. 28 del Regolamento del Consiglio Comunale, quello che regola l’accesso agli atti per i consiglieri comunali. Per dovere di cronaca bisogna ricordare che questo argomento nei mesi scorsi era già stato regolamentato con ordinanza sindacale rigettata dal TAR, ma ne parleremo in modo più approfondito in altro momento. Oggi questa funzione è libera, l’amministrazione intende regolamentarla in un’ al giorno, l’opposizione insorge. Il PDL per bocca del consigliere Ambrosio Antonio Agostino ritiene questa pratica illegittima e promette che oltre a ricorrere al TAR si recherà dai funzionari con una copia dello Statuto Comunale che, in ogni caso, tutela i consiglieri.

Antonio Borriello rappresentante di Vocenueva-Libera-PD fa notare che l’accesso agli atti, in democrazia, è un diritto inalienabile che va tutelato fino in fondo, e che in ogni caso per ridurre il lavoro dei funzionari bastava pubblicare tutti gli atti sul sito Web del Comune, pratica che avrebbe agevolato anche tanti cittadini rispetto alla Pubblica Amministrazione. Santorelli, eletto nel PDL, passato negli indipendenti e oggi indirizzato a ricostruire il gruppo di Forza Italia, dichiaratamente organico alla maggioranza nonostante i distinguo del Presidente del Consiglio Comunale, ritiene che cinque ore per accedere agli atti siano anche troppe. Ci sono voluti 80 minuti di discussione accesa per arrivare all’accordo di 10 ore settimanali delle cinque previste dalla proposta dell’amministrazione, accordo che ha visto convergere tutti i consiglieri all’unanimità, dimenticando leggi ed etica. Il pubblico, inconsciamente, applaude la riduzione del diritto di accesso dei consiglieri, ipnotizzato dal clima cordiali dei consiglieri e dal voto unanime.

Alle ore 20,00 si sospende la seduta perché il sindaco deve correre in chiesa, lo aspetta la futura consorte per prendere parte alle prove di matrimonio, in programma il 1° agosto. Solo alle 20,56 il sindaco ritorna e si riprendono i lavori, sul tappeto vi è l’argomento principe della serata: Integrazione del 4°comma dell’art.7 del vigente regolamento del Consiglio Comunale. Argomento che ai comuni mortali non dice niente, ma agli addetti ai lavori permetterà un giro di boa a 90 gradi della politica locale, l’attuale norma prevede che se un consigliere comunale desidera cambiare gruppo deve darne comunicazione al segretario generale con allegato il nulla osta del capogruppo di approdo, con la nuova norma questo nulla osta non sarà più richiesto e se gli “approdanti” saranno in numero superiore al gruppo diventeranno loro i titolari del gruppo stesso. Una follia normativa.

In realtà quella che sembra una follia è una cosa tremendamente seria. Oggi il gruppone di maggioranza in consiglio comunale non può sventolare la bandiera del PDL perché eletti con delle liste civiche e perché il capogruppo del PDL in consiglio comunale non firmerebbe mai il nulla osta, domani, con questo aggiornamento delle regole, l’intero gruppo di maggioranza si autodefinirà “ Gruppo PDL” e potrà utilizzare una corsia privilegiata nei rapporti istituzionali in Provincia e in Regione. Visto da San Giuseppe Vesuviano è un ragionamento che non fa una grinza,visto dalla prospettiva dell’Europa è uno “ spettacolo indegno” come lo definisce il consigliere Agostino Casillo oramai stufo di una discussione ininfluente per il bene comune ma strumentale alle lotte intestine del centro destra cittadino alla continua ricerca di sponde politiche nei palazzi che contano.

Su queste parole il presidente De Lorenzo prende la parola, e dismessi i panni super partes, parte con una polemica politica ad alzo zero sul collante ideologico che tiene unito l’elettorato sangiuseppese dal 1948 ad oggi: Sono nato in un partito di destra e la mia carriera politica è stata sempre incentrata a destra, solo per motivi contingenti alle ultime elezioni sono stato candidato in una lista civica, è mia intenzione e di tutta la maggioranza rientrare in quella casa comune che alle ultime politiche ha dato al PDL nazionale 8600 voti”. Parole che ricevono il sostegno unanime di sindaco e maggioranza. Peccato che nessuno fra i presenti si sia ricordato di quando il Dott. De Lorenzo in una consultazione elettorale alle comunali era il candidato sindaco del centrosinistra e il suo slogan era I Have a Dream.

A replicare a De Lorenzo e alla maggioranza ci pensa il consigliere Borriello con un lapidario: ”La politica di corrente ci fa schifo! Non serve a nessuno parlare dell’autoreferenzialità della politica! Ma non serve a niente, 95 minuti dopo l’inizio della discussione si vota e il provvedimento passa a maggioranza più il voto di Santorelli e Zurino che si dichiarano a sostegno della maggioranza senza però essere stati ancora accolti ufficialmente nel gruppone. Il PDL mette agli atti una dichiarazione di voto che sancisce l’illegittimità della delibera, scritta da un noto amministrativista.

Fra i capi all’ordine del giorno vi è una ingiunzione di pagamento di Equitalia del valore di euro 3481,34 riferita al mancato pagamento di una convenzione negli anni dal 2008 al 2011 a causa della,probabile,dimenticanza di un funzionario ad inserire la spesa nel relativo capitolo di bilancio. Forte e determinato l’impegno di sindaco e amministrazione a chiedere che la pratica fosse inviata alla Corte dei Conti con il nome evidenziato del funzionario responsabile. Strana presa di posizione del sindaco, normalmente, tutti i debiti fuori bilancio vengono inviati alla Corte dei Conti la quale li riceve e puntualmente non si esprime sul dissanguamento delle casse pubbliche provocato da queste pratiche.

Dopo 360 minuti di consiglio comunale si arriva all’analisi del capo n.9: “Approvazione del regolamento Forum della Gioventù”. Argomento che avrebbe richiesto la partecipazione di tutte le forze giovani del paese, tutte le forze politiche avrebbero dovuto mobilitare i propri gruppi giovanili, invece è stata approvata in meno di un minuto. Tanto vale l’interesse della politica locale per i giovani e altrettanto ricambiano i giovani: la sala consiliare era quasi deserta. Solo un altro minuto è servito per gli ultimi tre capi, tre sentenze del Giudice di Pace di Ottaviano che hanno prodotto altrettanti debiti fuori bilancio, pratiche finite nell’oblio prima di essere votate. Nessuno saprà mai chi e perché ha preso i soldi e se ci sono state delle inefficienze nella macchina amministrativa comunale.

La serata si è chiusa alle 23,09, fuori l’aria è fresca e non si sente odore di bruciato, dormiremo meglio anche perché alcuni diritti inalienabili sono stati “compressi”.

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