Stamane operazione dei carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal comandante Michele Membrino. Secondo i militari l’officina sigillata è abusiva ed è gestita da un pluripregiudicato.
Quando i carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Membrino, hanno fatto irruzione nell’officina meccanica di via Emilia, a pochi passi dal cimitero di Pomigliano, hanno trovato un grande spazio attrezzato per la riparazione delle autovetture, un impianto di oltre duemila metri quadrati. Una struttura molto grande, dunque. Secondo i militari, però, è tutta abusiva perché si trova in un terreno agricolo, stando almeno al piano regolatore vigente. Non è finita. Sempre secondo quanto fatto emergere dall’ispezione dei carabinieri l’officina versava i reflui di lavorazione, olii esausti e altri liquidi, direttamente nella fogna comunale.
Nell’impianto – ancora in base a quanto fatto sapere dagli investigatori – sono state rinvenute batterie stoccate illegalmente e quattro motori automobilistici di provenienza sospetta. Quindi, il sequestro della struttura, del valore complessivo stimato di 200mila euro. Un impianto sorto circa sette anni fa e che – questo almeno si sostiene nel rapporto dei carabinieri – è gestita da un pluripregiudicato per rapina e sequestro di persona, Mario Panico, 51 anni, di Pomigliano. L’uomo è stato denunciato a piede libero per smaltimento abusivo e ricettazione.


