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La contestata società che gestisce l’acqua pubblica in molti comuni degli hinterland napoletano e salernitano sarà oggetto di una manifestazione popolare di protesta, sabato prossimo. Obiettivo: cancellare l’azienda dalla cartina geografica.

“No Gori Day”: sabato 17 gennaio, alle 10, amministratori e cittadini sfileranno per le strade di Napoli (concentramento a piazza Borsa) e raggiungeranno palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.

Ecco le richieste: invocare la diminuzione delle tariffe e l’annullamento delle partite pregresse ante 2012, dire no ai distacchi dell’acqua, chiedere la fine del commissariamento straordinario dell’Ato 3 e la liquidazione della Gori SpA, proporre la costituzione di un’ azienda speciale pubblica e contestare la proposta di legge di riordino del servizio idrico presentata dall’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano. Si tratta di una mobilitazione generale, promossa dai comitati che da anni si battono per una gestione pubblica del servizio idrico e condivisa dalla “Rete dei Sindaci”. Le amministrazioni stanno rispondendo bene mettendo anche a disposizione degli autobus per consentire ai cittadini di raggiungere Napoli.

L’obiettivo principale di comitati e amministratori è di ottenere la liquidazione della società per dare vita a un’azienda speciale pubblica che gestisca il servizio idrico. Del resto i comuni sono proprietari al 51% della società e possono decidere di liquidarla. Il servizio in futuro potrebbe dunque essere gestito da un’azienda speciale consortile. Questo tipo di gestione non comporterebbe nessun problema per le casse pubbliche poichè le spese sarebbero caricate sulla tariffa. A ogni modo si punta all’eliminazione della società che sta vessando le tasche di miglia di famiglia con richieste erosissime di presunti conguagli pregressi dal costo stellare.

E tutto questo a fronte di un servizio idrico sempre molto carente, soprattutto d’estate, e dai costi gestionali enormi a causa dell’eccessivo numero di personale in organico, che ha trasformato la Gori in un pesantissimo carrozzone scaricato sulle spalle dei cittadini.