Il Progetto Chance, condotto dai Maestri di Strada, per anni si è occupato del recupero dei minori a rischio. Purtroppo, le finalità del Progetto sono state annacquate dall”intervento della regione Campania, che ne ha snaturato la funzione…
L” Associazione Maestri di Strada ha tenuto un Seminario aperto tra educatori e cittadini sulla Metodologia del progetto Chance, presso l”Istituto Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano (lo scorso Giovedì, ndr).
All”incontro hanno partecipato psicologi, docenti, educatori, genitori sociali che avendo, in varia maniera e misura, avuto esperienza del progetto hanno portato il loro contributo critico, nonchè docenti e operatori del terzo settore interessati alle sorti di un Progetto che per dodici anni si è occupato del recupero dei minori nei quartieri a forte disagio sociale.
Chance , fin dalla sua nascita si è fondato su ben precisi capisaldi teorici psicologici, pedagogici e didattici ed ha svolto, anche con il sostegno degli esperti del Dipartimento di Neuroscienze del II Policlinico, una continua riflessione su di essi fondata su pratiche condivise.
Il punto di forza del Progetto, di cui io stessa ho fatto parte, si è basato fin dalle prime esperienze, su una metodologia sperimentale, che necessita di una assidua documentazione e riflessione sulle esperienze condivise, sull”integrazione di professionalità multiple unite da emozioni, sogni, condivisioni e narrazioni comuni in una dimensione di cura e attenzione per comprendere e sostenere da angolazioni diverse soggetti complessi che vivono situazioni di difficoltà e tumulto emozionali.
Cesare Moreno, ultimo rappresentante del gruppo che ha diretto il progetto ha evidenziato quanto la Regione, che ha rilevato “Chance” abbia compiuto un”opera di negazione della sua storia, della sua esperienza, della sua identità, mostrandosi sorda alle oggettive esigenze che il Progetto deve rispettare per inseguire i suoi reali e concreti obiettivi.
L”eliminazione di figure professionali che hanno reso possibile la realizzazione della crescita di un ambiente educativo senza precedenti, oggetto di interesse nella ricerca universitaria internazionale, devastano il cuore stesso di Chance: scompaiono i “genitori sociali”, i “coordinatori pedagogici” e con essi l”idea che figure diverse con stili epistemologici diversi potessero generare la risoluzione di conflitti, momenti di mediazione, un”articolazione complessa e variegata di risposte a situazioni difficili di emergenza educativo- formativa.
Si è, quindi, provato a riflettere pubblicamente su un percorso durato anni per dare un senso al lavoro di un gruppo variegato di professionisti riflessivi che con elevato impegno ha provato a creare “una comunità di pratiche educative” nell”interesse della nostra complessa città e periferia che presenta un elevato numero di giovani emarginati, che purtroppo non diminuiscono.
(Fonte foto: Rete Internet)

