Per chi non volesse arrivare fino al Museo Egizio di Torino per scoprire i tesori di una delle più affascinanti civiltà antiche, si ricorda chei Musei Vaticani ospitano un’importante collezione di opere d’arte e manufatti dell’Antico Egitto.
Quella egizia è senza dubbio una delle civiltà più affascinanti della storia. L’alone di mistero che da sempre l’accompagna ha infatti ispirato numerosissimi artisti, scrittori e registi. Ma l’influenza della cultura egizia su quella occidentale non è solo storia recente. Già i Romani ne rimasero profondamente colpiti, tanto che, da quei territori, vari Cesari iniziarono a riportare in patria oggetti di ogni tipo per celebrare il potere di Roma su tutto il mondo allora conosciuto. Fra i cimeli più prestigiosi vanno ricordati i 13 colossali obelischi che oggi adornano alcune delle più importanti piazze della città.
Furono proprio questi obelischi, riscoperti e riposizionati dai papi tra il XVI e XVII secolo, a dare un nuovo slancio al mito della civiltà egizia in epoca moderna. Fu tuttavia solo a seguito delle conquiste e delle razzie napoleoniche che un nuovo interesse spinse gli archeologi di tutta Europa a scovare preziosi reperti di questa antica e misteriosa civiltà. Come i generali Romani avevano fatto prima di loro, nel corso dell’Ottocento, nuovi conquistatori portarono in patria oggetti di ogni tipo, ancora oggi reclamati dalle autorità egiziane. Fu allora, nel secolo d’oro dell’Archeologia, che il mito iniziò a forgiarsi, grazie anche a numerosi romanzi che riportarono in auge storie e leggende sull’Antico Egitto. Il Cinema ha infine consacrato questo mito e, ancora di recente, numerosi film hanno contribuito a diffondere l’immagine di un Egitto misterioso e criptico.
Se anche voi, come Indiana Jones, siete alla ricerca di mummie e templi perduti, allora dovete visitare il Museo Gregoriano Egizio, una delle collezioni che compongono i Musei Vaticani, che custodisce manufatti e cimeli che imperatori prima e papi poi hanno raccolto nel corso dei secoli. Potrete così immergervi nel mondo misterioso delle piramidi e ammirare mummie, sarcofaghi (foto) e corredi funerari, nonché una serie di scritti e iscrizioni in geroglifico che una buona guida può aiutarvi a tradurre.
Scoprirete così le cosiddette “false porte”, che permettevano allo spirito del defunto ( il Ka) di uscire dal Regno dei Morti, e la storia di Hatshepsut, la regina androgina che usurpò il trono al figliastro Thutmose III. Potrete inoltre ammirare da vicino “il Libro dei Morti” e la “Mummia di donna”, su cui sono ancora visibili le tracce dell’henné usato dagli antichi egizi per tingere i capelli. Nelle altre stanze, infine, potrete vedere ricostruito il Serapeo (o Tempio di Serapide) di Villa Adriana e contemplare le statue egittizanti provenienti dal Canopo che l’imperatore Adriano volle erigere nella medesima villa, a Tivoli. Un’esperienza unica che vi svelerà i segreti, i riti e i culti di una civiltà millenaria, cui i Romani non poterono fare a meno di guardare con ammirazione.
Se volete dunque visitare le tombe dei faraoni ma la crisi ve lo impedisce, un salto a Roma può essere l’ideale per godersi, a modiche cifre, un viaggio in più di 3000 anni di Storia. Se poi anche Roma vi appare proibitiva, potete sempre visitare la sala che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha allestito, in attesa della riapertura della sezione egizia, con i reperti più rilevanti della sua, pur importante, collezione. Intanto, si spera che le mummie oggi a Napoli non debbano aspettare molto prima del ritorno dei visitatori. Non si voglia che, sfidando la loro pazienza, sia risvegliata qualche antica maledizione.
(Fonte Foto:Rete Interent)





