Risposte e dritte per le imprese nel focus della PMI Napoli – Campania in collaborazione con il mediano.it

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Nel convegno tenutosi all’Holiday Inn del centro direzionale, l’assessore regionale Martusciello assicura: “Date certe per la valutazione delle imprese”. Occorre far presto per non perdere le occasioni rappresentate dai fondi europei.

Obiettivo: intercettare fondi europei ma soprattutto non perderli. Ecco perchè occorre un’accelerazione, la Campania ha bisogno di chi intende scommettere sull’imprenditoria. Ieri al centro del dibattito c’erano le organizzazioni di categoria, in un focus organizzato dalla Pmi Napoli-Campania in collaborazione con il mediano.it e Pmi International. E la sala dell’Holiday Inn al centro direzionale di Napoli era gremita di imprenditori e associati, focalizzati sul tema della tavola rotonda: “Condivisione dell’obiettivo accelerazione della spesa e proposte per implementare la qualità della stessa” che ha visto gli interventi di relatori autorevoli esperti di finanza, associazioni di categorie e politici regionali.

A coordinare i lavori Mimmo Palmieri, consigliere al Comune di Napoli, che ha posto l’accento sulla necessità di fare presto. E bene. “L’accelerazione della spesa deve rappresentare un’importante scommessa sulla produttività campana – ha spiegato il consigliere Palmieri -la Campania è stata inserita nel pool delle cinque Regioni che guideranno il progetto per la programmazione 2014-2020 dei fondi europei e l’obiettivo della giunta regionale è quello non solo di dare una forte accelerata per non perdere i fondi europei, ma soprattutto di velocizzare i progetti nei quali sono usati ed evitare sanzioni e ammonimenti da parte dell’Unione Europea che potrebbe e che anzi deve rappresentare un importante scommessa sulla produttività.

Questo focus vuole essere un confronto per informare, per comprendere quali misure sta mettendo in campo la Regione Campania per sostenere le aziende in questa periodo di crisi”. In quale contesto si inseriscono le scelte dell’amministrazione regionale? Ecco il punto nodale. Ed è da qui che parte l’analisi, quanto mai spietata ma precisa, di Salvatore Varriale, capo del dipartimento delle risorse finanziarie, umane e strumentali della Regione Campania. Pil, debito pubblico, spread, default: Varriale analizza l’attuale momento storico e sviscera tutti i numeri della crisi economica: “Una crisi che ha avuto come diretta conseguenza la decurtazione di circa 2 miliardi dei fondi europei – ha fatto notare – in questo contesto così complesso, la Regione Campania ha destinato circa 160 milioni di euro per le piccole e medie imprese, nello specifico 100 milioni saranno gestiti direttamente da Sviluppo Campania e 60 milioni dal mediocredito centrale.

In pratica, oltre ad accelerare l’attuazione della programmazione 2007-2013 per colmarne gli evidenti e gravi ritardi, attraverso programmi alternativi la regione Campania punta a rafforzare l’efficacia degli interventi, anticipando i nuovi metodi di programmazione rivolta ai risultati che saranno adottati nella Programmazione comunitaria 2014-2020, puntando alla totale trasparenza del processo di riallocazione della spesa”. Ci sono dei “però” in questo programma, delle criticità che ben ha spiegato Pino Romano, componente il direttivo PMI. Punti deboli tra le righe della delibera regionale sui programmi europei.

“Troppo tempo passa tra la delibera e i bandi – ha detto Romano – inaccettabile che passino due anni prima che un’azienda possa attingere ai fondi strutturali. Oltretutto, da troppo tempo i fondi sono destinati solo ad aziende che sanno puntare sull’innovazione, sull’informatica, nel campo tecnologico: e le altre aziende campane che non fanno parte di questa elite? Che facciamo, le lasciamo morire?”. Già, e in tante sono già morte, è sotto gli occhi di tutti. Prendendo a modello la Regione Lombardia, la Puglia, la Sardegna, Romano elenca tre proposte utili alla crescita delle imprese campane. “In primis – chiarisce – bisogna puntare sulle reti di imprese, destinare una somma per stimolarne la costituzione e che inglobino anche quelle tradizionali; incentivare i prestiti partecipativi per aumentare la capitalizzazione delle imprese; prevedere pacchetti integrati di agevolazioni finanziarie, una tra tutte quella per la formazione”.

“La nostra regione – aggiunge Franco Iannuzzi, presidente dell’Anci Campania – vanta imprese e prodotti di eccellenza, nonchè bellezze paesaggistiche impareggiabili ed è su questo che dobbiamo puntare: la nostra regione ha tutte le carte in regola per uscire dalla crisi. Oggi la Regione Campania sta invertendo la rotta, si sta incamminando verso la razionalizzazione delle spese e sta rendendo la macchina amministrativa quanto più efficiente possibile. L’impegno era quello di istituire un fondo per le imprese, dettare le linee di indirizzo e affidare poi la gestione a Sviluppo Campania. L’impegno è stato mantenuto e stiamo lavorando a ritmo serrato per ottimizzare al massimo i tempi”.

A farsi garante di questo impegno, l’onorevole Fulvio Martusciello, assessore alle attività nella giunta regionale guidata da Stefano Caldoro. “Abbiamo appena approvato in consiglio regionale una legge riguardante il commercio e che darà più spinta e maggiore liberalizzazione alle attività produttive. Abbiamo previsto – ha detto Martusciello – una serie di emendamenti, uno tra tutti quello di rilasciare l’autorizzazione ad aprire ipermercati solo se questi assorbiranno i dipendenti licenziati. Intanto, ci stiamo impegnando per garantire date certe per la valutazione delle imprese. I dati e le certificazioni saranno messe online in tempi adeguati e siamo pronti e disponibili a qualsiasi suggerimento utile ad agevolare le attività produttive campane.

La nuova linea adottata dalla Regione Campania è totalmente innovativa, è una grande accelerazione della spesa di fondi comunitari per tutte le cose utili alle imprese, di interesse pubblico come scuole, beni culturali, acqua, gestione sistema idrico, ambiente, efficienza energetica e dei trasporti”. Rassicurazioni sui tempi di erogazione dei fondi alle imprese arrivano anche da Eugenio Gervasio, direttore generale Sviluppo Campania, l’ente preposto a gestire i fondi strutturali: “La delibera è stata approvata a settembre, tra pochi giorni partiranno i bandi ed entro maggio 2014 le aziende avranno risposte concrete. D’altra parte è da tempo che la nostra macchina amministrativa punta sull’efficacia e sull’efficienza degli interventi”.

Ma i 60 milioni di euro saranno davvero utili alle imprese? Le risposte arrivano dagli esperti Gaetano De Luca, presidente Co. Na. Ga. Confidi e Rosario Caputo, responsabile Ga. Fi. Sud Confidi, secondo i quali non è esattamente pacifico: “Far passare i 60 milioni di euro per il microcredito centrale per la controgaranzia è perfettamente inutile – spiegano gli esperti -per ottimizzare le risorse occorre puntare sui contratti di rete aprendo una porta, perchè no, anche alla Camera di Commercio. In particolare è necessario patrimonializzare i Confidi e realizzare una piattaforma di intermediazione con il sistema bancario. Solo così i Confidi possono avere un ruolo decisivo nel rapporto tra imprese e banche”.

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