?Qual è il segreto per mantenerti così giovane e in forma??. ?Mangio quando ho fame, dormo quando ho sonno?, rispose lo Zen.
Questo breve scambio di battute del saggio Zen, vuole essere un modo per sottolineare quanto sia importante per il benessere di un individuo saper riconoscere ed assecondare in modo adeguato i propri stimoli interni.
Tale principio si coglie perfettamente dalla risposta breve e concisa dello Zen: ?Mangio quando ho fame, dormo quando ho sonno?. Tuttavia se da un lato è semplice cogliere il senso delle parole contenute nella risposta del saggio, d’altro canto nella pratica e nella vita quotidiana non sempre tale principio è ovvio e scontato per tante persone. Questo è il caso della persona obesa che spesso confonde le proprie emozioni, le proprie sensazioni e i propri stati emotivi interni con la fame e quindi con la necessità di mangiare e alimentarsi, anche quando il suo organismo non ne avrebbe bisogno.
L’obesità è attualmente una delle malattie più diffuse nel nostro Paese che incide in maniera critica sulla qualità della vita di una persona. Si tratta di un fenomeno dall’eziopatogenesi estremamente complessa: disturbi ormonali, disfunzioni metaboliche; il ?motore? psicologico può essere più o meno determinante nell’origine della malattia, mentre è quasi sempre la causa principale della sua cronicizzazione. Spesso l’obesità viene associata ad altri tipi di dipendenza quali l’alcolismo o la tossicodipendenza, in quanto similmente a queste, il soggetto obeso sviluppa una vera e propria dipendenza da cibo, in cui non riesce a fare a meno di mangiare più del dovuto e più di quanto il suo corpo avrebbe bisogno.
Nell’ascoltare un paziente obeso sono frequenti frasi del tipo: ?Ho iniziato a prendere peso dopo quel doloroso episodio?, ?mi capita spesso di mangiare quando sono triste, annoiato, arrabbiato?, ?quando litigo con il mio partner e mi sento insoddisfatto tendo a scaricarmi sul cibo e a mangiare tutto ciò che mi trovo davanti?. Tali affermazioni sono molti utili in quanto ci danno l’idea di come il cibo non sia solo il carburante indispensabile al nostro corpo per svolgere le sue funzioni vitali ma acquisisce dei significati peculiari e in alcuni casi rappresenti una strategia per regolare uno stato emotivo.
Questo meccanismo viene definito ?fame emotiva? e non risponde ad esigenze biologiche ma nasce per l’appunto per soddisfare un bisogno psicologico. In pratica il cibo viene utilizzato come compensazione a fronte di stati d’animo ansiosi o depressivi e, più in generale, di un significativo disagio psicologico. Quando ci alimentiamo in risposta alla fame emotiva, è come se non riuscissimo a distinguere i segnali che ci sono utili per la sopravvivenza da quelli che non lo sono. La fame, infatti, è regolata da meccanismi fisiologici ben precisi che ne bloccano lo stimolo una volta che l’organismo si è nutrito a sufficienza.
Quindi se si continua ripetutamente a mangiare oltre il proprio fabbisogno vuoi dire che sono subentrati dei fattori di tipo psicologico aventi poco a che fare con il bisogno reale di nutrirsi. Quando questo si verifica è opportuno imparare a modificare i comportamenti e le abitudini alimentari, così da rieducare l’organismo a distinguere tra fame fisiologica e fame psicologica e a non ricorrere a quegli ?alimenti-coccola? o ?comfort food? in modo quasi automatico per rispondere a determinati stati emotivi. Ecco perché per il trattamento dell’obesità, l’approccio più adeguato per ottenere risultati migliori e duraturi è l’approccio multidisciplinare caratterizzato dall’integrazione di più attività: intervento dietoterapico, riabilitazione motoria, psicoeducazione alimentare e terapia psicologica.
Si tratta di un percorso lungo e complesso, ma che è necessario intraprendere perché non esistono soluzioni rapide o cibi magici che portano alle perdita di peso. L’essenziale è incidere sul proprio stile di vita. Per farlo è necessario affidarsi a un’equipe di esperti. Si tratta di un viaggio lungo e impegnativo eppure come tutti i viaggi condurrà alla scoperta di terre nuove e contribuirà alla conoscenza di sé.
(Fonte Foto: Rete Internet)



