Tensioni, ieri, tra gli ambientalisti e gli avvocati difensori degli imputati durante il dibattimento del processo “Carosello Ultimo Atto”, il traffico di rifiuti tossici in Campania più imponente dell’ultimo decennio.
L’ultima udienza del processo sul traffico di rifiuti più imponente dell’ultimo decennio si terrà l’ 8 marzo. Lo ha dichiarato alla fine dell’udienza di ieri del processo “Carosello Ultimo Atto” il giudice della sesta sezione penale del tribunale di Napoli, Sergio Aliperti.
Per quella data è prevista anche la lettura della sentenza che giudicherà i fratelli Pellini, camorristi, sottufficiali delle forze dell’ordine, imprenditori e tecnici del comune di Acerra. Durante il dibattimento si sono registrati momenti di tensione. Un’ambientalista particolarmente agguerrita, Simona Pucciarelli, ha rivolto una frase all’avvocato difensore, una donna, di un presunto complice dei Pellini, l’amministratore della “Pozzolana Flegrea”, una delle discariche messe sotto accusa per la loro estrema pericolosità. “Sei una brava attrice”, ha esclamato Simona. A quel punto il collegio difensivo ha chiesto al giudice Aliperti di ripristinare l’ordine in aula. Il giudice a sua volta ha ordinato ai carabinieri e ai poliziotti presenti di mantenere l’ordine identificando il gruppo di ambientalisti più, come dire, “intemperanti”.
“Io non sono stupida – ha poi dichiarato Simona Pucciarelli – e non cerco popolarità. Infatti ci eravamo accordate di fare un coro, ma la tempistica è stata sbagliata. La difesa – ha aggiunto l’ambientalista – ha detto che sono offensiva ma in realtà le ho fatto un complimento”, Una pausa e quindi l’inizio della’arringa difensiva dell’avvocato Ercolino, il legale di Cuono Pellini, uno dei tre fratelli-imprenditori dell’immondizia nella nostra regione. “I media confezionano servizi giornalistici strumentali e pregiudiziali che danneggiano l’immagine dei miei assistiti”, Ercolino dixit.
L’udienza si è quindi conclusa con la richiesta di assoluzione con formula piena perché “il fatto non sussiste”, richiesta che ha suscitato l’ilarità della folla di cittadini che riempivano la sala del tribunale. “Spero solo che l’8 marzo giustizia sarà fatta”, il messaggio finale di Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista del territorio di Acerra.




