Intervista a don Arcangelo Iovino, responsabile della Caritas diocesana. Dall’allarme rifugiati africani alle miserie quotidiane, più che visibili nelle mense dei poveri sparse nel territorio.
Don Arcangelo Iovino, 47 anni, stretto collaboratore del vescovo Beniamino Depalma, è il direttore della Caritas diocesana di Nola. Oltre alle questioni legate alla povertà di casa nostra don Arcangelo si sta occupando da tempo delle problematiche relative alla presenza in zona degli extracomunitari.
Dunque, don Arcangelo, pare che per i rifugiati ospitati nell’area della diocesi si stiano aprendo spiragli…
“Stiamo cercando di capire qual è la situazione in modo preciso, anche se la Prefettura ha fatto capire chiaramente ai comuni di non entrare nel merito della questione”.
Perché?
“La Prefettura segue una sua logica rendendo indipendenti le persone con 500 euro e un titolo di viaggio”.
Intanto la Diocesi e il Comune di Pomigliano stanno operando insieme…
“Quando avremo la certezza di chi rimane potremo agire in modo concreto, in questo c’è tutta la disponibilità della Chiesa di Nola e del Comune di Pomigliano”.
E quindi, quali sono le prospettive?
“Stiamo valutando soluzioni, che però saranno temporanee. Per tutto questo tempo non siamo stati interpellati dalla Prefettura ma questo non ci esonera dall’intervenire, non è nostro desiderio lasciare questi uomini all’abbandono. Mi sentirò anche con gli altri parroci di Pomigliano per i suggerimenti anche perché si annidano insidie”.
Per esempio?
“Quando si sollevano problemi di questo tipo di solito i pro proprietari delle case da affittare alzano i prezzi”.
La vita nell’hinterland napoletano è difficile per tutti, ma per gli extracomunitari va peggio…
“Vivono in una situazione di precarietà e di sfruttamento, con una minima integrazione. Sono pochi quelli realmente integrati. Sono senzatetto oppure vivono in alloggi di fortuna. C’è gente che non li accetta, che li vede come un pericolo. Ma ci sono anche tanti uomini di buona volontà che li aiutano. Nelle mense della Caritas di Nola, di San Giuseppe e di Pomigliano assistiamo 200 persone al giorno, tutte più o meno utenti stabili, molti gli immigrati. Ma ci sono anche italiani”.






