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Primarie PD, a Napoli e provincia stravince Renzi

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Boom a Portici, in controtendenza Pomigliano d’Arco che sceglie Pippo Civati

A Napoli e provincia, per le primarie del Pd hanno votato nei 198 seggi a disposizione 81.090 persone di cui risultati validi 80.829. Il sindaco di Firenze e nuovo segretario del partito, Matteo Renzi ha fatto il pienone: per lui 52.220 voti (poco più del 64 %), mentre Cuperlo si è fermato a 20.121 (poco meno del 25%), terzo ma con un risultato notevole per le aspettative è Pippo Civati, 8791 voti (poco più del 10 %). Il neo segretario “rottamatore” che aveva dalla sua parte un bel po’ di quarantenni, molti giovani, ma anche politici che chiamare “nuovi” a Napoli e provincia sarebbe più che una forzatura ha registrato un vero boom soprattutto a Portici:1887 voti su 2359, risultato più alto in Campania con una percentuale dell’80 % e del 68 % in tutto il collegio dove il capolista era il senatore Enzo Cuomo, ex sindaco della città.

In controtendenza, invece, l’ex città “rossa” delle fabbriche, ossia Pomigliano d’Arco: qui ha primeggiato la “sinistra” del Pd premiando la mozione Civati con 787 voti. Subito dopo il sindaco Renzi (606) e Cuperlo fanalino di coda con 157 preferenze. Dunque il segretario locale Michele Tufano giovane pupillo dell’ex sindaco Michele Caiazzo siederà nell’assemblea nazionale Pd. Sorpresa anche a Sant’Anastasia dove la dirigenza locale sosteneva Cuperlo e dove invece a primeggiare è stato il sindaco Renzi con oltre il 63 % delle preferenze. Stesso scenario a Somma Vesuviana dove Renzi era sostenuto da un gruppo di giovani: nella città dell’ex segretario provinciale Gino Cimmino (schierato con Cuperlo), vince, per usare le parole di Michele Antonio Mocerino che esulta sui social network, “il nuovo”.

E aggiunge, Mocerino: “La società civile spontaneamente si è espressa, nonostante le limitazioni”. Vittoria per il rottamatore pure ad Ottaviano: 205 voti contro i risultati da prefisso telefonico (39 Cuperlo, 36 Civati) dei competitor. Intanto, il segretario nazionale uscente, Guglielmo Epifani, esponente di quella componente sindacale che il sindaco Renzi ha già “avvisato” nel corso della sua prima uscita dopo le primarie, esulta per il risultato notevolissimo in termini numerici: “Non abbiamo ancora completato i dati ufficiali ma posso dire che i votanti alle primarie del Pd sono circa 2,9 milioni e questo è di gran lunga un dato in parte inimmaginabile e la migliore risposta al sentimento dell’antipolitica che sta attraversando il Paese”. E Renzi lo definisce infatti un “risultato straordinario”.

La prossima segreteria democratica? Le news già circolano e stando ad una nota Adnkronos è una squadra di volti nuovi e non solo quella scelta dal segretario: esponenti a lui vicini, ad Areadem di Dario Franceschini e a Walter Veltroni. Le componenti Pd insomma che hanno sostenuto il sindaco nella corsa per la leadership dem. C’è però anche un esponente del fronte di Pippo Civati e con un ruolo di peso, quello di responsabile Economia del partito. Si tratta di Filippo Taddei, candidato in Emilia con Civati. Nessun esponente invece di area lettiana nè del fronte che ha sostenuto Gianni Cuperlo.

“Nessuno di area Cuperlo per scelta di Cuperlo” – fanno sapere i suoi. Nel dettaglio, gli esponenti vicini al sindaco di Firenze sono Luca Lotti, Lorenzo Guerini, Stefano Bonaccini, Maria Elena Boschi, Davide Faraone, Alessia Morani, Francesco Nicodemo. Di provenienza “franceschiniana” Pina Picierno e Chiara Braga. C’è anche Debora Serracchiani, scoperta da Franceschini quando era segretario del Pd, da tempo poi sostenitrice di Renzi. Dall’era di Walter Veltroni alla segreteria dem arrivano Marianna Madia e Federica Mogherini. E nel corso della conferenza stampa per presentare la nuova segreteria, Renzi ha detto: “Se uno non funziona va casa. In caso di fallimento è chiaro che uno ne prende le conseguenze”. L’apparato è avvisato.
(Fonte foto: Rete internet)