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“Visita le viscere della terra e, perfezionando, troverai la pietra occulta”. V.I.T.R.I.O.L.

 “Visita le viscere della terra e, perfezionando, troverai la pietra occulta”. V.I.T.R.I.O.L.
Vitriol è un mockumentary, ovvero la ricostruzione di una verità storica che viene narrata attraverso personaggi e avvenimenti fittizi. È ambientato nella Napoli di oggi, girato anche nella Reggia di Portici e nelle ville storiche di Torre Annunziata e Torre Del Greco, con puntate nei cimiteri di Poggioreale e delle 366 Fosse. Tra scoperte archeologiche, discese in cunicoli sotterranei e ritrovamenti misteriosi alla ricerca di un antico ordine occulto fondato dal grande scienziato, stregone per la credulità popolare, Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, ovvero l’Ordine Osirideo Egizio. E nell’oscuro del mistero, si scende fino in fondo per trovare una luce, che finisce col riflettere se stessi.

La storia. Lola Verdis è una ragazza laureanda in architettura presso l’Università Federico II. La sua tesi di laurea consiste nel documentare tramite una handycam le correlazioni che sussistono tra costruzioni e simbologia massonica presente negli edifici della Napoli del periodo borbonico. Il ritrovamento di un oggetto fuori dal comune la porterà ad una concatenazione di scoperte su un antico ordine esoterico il cui culto è nascosto da tempo, l’Ordine Osirideo Egizio. Il film ha ricercato un’ambientazione particolare nei luoghi poco noti in cui l’ordine si riuniva in segreto.

Vitriol è un film e un libro scritto dal giovane sceneggiatore Giovanni Mazzitelli, la regia è del giovane Francesco Afro de Falco; giovani sono anche i protagonisti, Roberta Astuti e Yuri Napoli, nati artisticamente sotto la direzione di Mariapaola Marino. E giovane è anche Luca Nocerino, artista e scultore, 28 anni, che ha progettato e realizzato il Cristo Velato del Sammartino, che si trova a Napoli nella Cappella Sansevero .
Il 7 novembre al teatro “I De Filippo”si è tenuta, dunque, la presentazione del film e del libro, “Il diario segreto di Vitriol”, di Giovanni Mazzitelli, un evento che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Portici, con l’esposizione di opere dello scultore Nocerino.

Oltre alle proiezioni del backstage ufficiale e i nuovi trailer della pellicola, sono stati presentati al pubblico il cast artistico e tecnico dell’opera, tra cui il regista De Falco, il produttore Mignano della Smc (Salvatore Mignano Comunication).
Al termine della serata, abbiamo incontrato il regista di “Vitriol”, Francesco Afro De Falco.

Quand’è cominciata la passione per il cinema?
«Già dai tempi del liceo realizzavo cortometraggi a livello amatoriale, Poi, man mano, mi sono perfezionato e ho realizzato film a low budget con una produzione indipendente, praticamente sostenuta da me. Poi ho cominciato ad accedere ai finanziamenti della Film Commission della Regione Campania, e abbiamo realizzato un lavoro sul filosofo Giordano Bruno. Un’opera ambientata nel ‘600, con personaggi in costume della compagnia teatrale “Libera Scena Ensemble” di Lello Serao e Renato Carpentieri. Il lavoro piacque tantissimo: vinse numerosi premi nazionali ed internazionali».

Qual era il titolo?

«”Eroico furore”, con chiaro riferimento all’opera del filosofo di Nola “Eroici furori”, appunto. Dal film nacque un documentario “Giordano Bruno e i Rosacroce”, dove si trattava dei contatti del filosofo con una cellula di proto rosacrociani svizzeri. È un episodio che si fonda su basi storiche. Infatti, nel docufilm furono intervistati esperti di fama internazionale. Siamo stati i primi a dare in un documentario questa notizia. Parte documentario, parte ricostruzione storica: fu il mio primo lungometraggio, e ottenne i finanziamenti dal Mibac, praticamente il più alto riconoscimento del cinema in Italia, perché fu considerato un’opera di alta rilevanza culturale, e abbiamo avuto un finanziamento per la distribuzione della pellicola. Dopo, è nato il progetto del film “Vitriol”, girato tra Portici e Napoli, Torre del Greco e anche Torre Annunziata.

Racconta la storia dell’occulto Ordine Osirideo Egizio, fondato dal principe di Sansevero. In quest’Ordine Raimondo di Sangro convogliava la dottrina esoterica egiziana con quella cristiana in ambito massonico, dal momento che era Gran Maestro della Loggia napoletana. Il film racconta proprio dei maestri che si sono avvicendati nell’Ordine, la maggior parte dei quali erano porticesi e napoletani, tra cui ricordiamo Kremmerz, al secolo Ciro Formisano, e Itzar, cioè Pasquale De Servis. Ci sono anche riprese delle loro tombe e dei luoghi in cui l’Ordine si riuniva. Tutte vicende del territorio che conoscono pochissime persone».

Il soggetto di Vitriol è nato da un interesse personale?
«Si. Studio l’esoterismo da diversi anni; quando unisco l’interesse intellettuale alla cinematografia, l’altra mia grande passione, realizzo le cose che più sento vicine».

Quanto è funzionale a Vitriol la riproduzione della statua del Cristo Velato?

«In Vitriol abbiamo la prima e unica riproduzione in scala 1:1del Cristo Velato, realizzato dallo scultore Luca Nocerino, che presenteremo in anteprima nazionale quando uscirà il film. È stato necessario riprodurla, perché non avremmo potuto girare le scene e far interagire gli attori con l’originale che si trova a Cappella Sansevero. La scena in cui c’è la statua ha una certa importanza nel film, ed è funzionale nel senso che i membri dell’Ordine usavano lasciare segnali all’interno di monumenti, palazzi, giardini. Il Cristo Velato, che si trova nella Cappella,che già di per sé è ricca di una simbologia che richiama la sapienza egiziana, sta al suo centro per un significato ben preciso, come segno di continuità nel tempo di un’Ordine che deriva dagli Alessandrini. Sansevero ha testimoniato proprio col “Cristo Velato” la sua conoscenza di tali dottrine, per proiettarle nel tempo».

Quando si terrà l’anteprima nazionale di Vitriol?
«Il 12 novembre prossimo alle ore 17.00 al Cinema Metropolitan di via Chaia, a Napoli».