Si attende la nomina, ma la nuova figura sarà il Deus ex Machina degli scavi: dovrà definire le emergenze, migliorare la gestione e le spese.
Archeologi di fama avevano criticato più volte la gestione del sito di Pompei, in particolar modo dopo gli ultimi crolli. Oggi la notizia propedeutica a quella che sarà, forse, una svolta. E non è escluso che arrivi dal territorio chi dovrà incarnare, per il sito archeologico di Pompei, un futuro più roseo.
La news, lanciata oggi via agenzia: «Per gestire e coordinare gli interventi e gli appalti fuori e dentro il sito archeologico di Pompei sarà istituita la figura di un Direttore generale del Progetto Pompei che dovrà definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese». Questo è quanto stabilisce il decreto Valore Cultura presentato oggi dal Governo. Il Direttore sarà l’amministratore unico del nuovo organismo Progetto Pompei, che avrà il compito di definire i tempi di realizzazione degli interventi e potrà ricevere donazioni ed erogazioni liberali.
Il Direttore avrà il supporto di tecnici provenienti dall’amministrazione statale (massimo 20 persone) e di 5 esperti in materia giuridica, economica, architettonica, urbanistica e infrastrutturale. La Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia sarà separata dal polo museale di Napoli e Caserta dove nascerà la nuova Soprintendenza per i beni archeologici. Una svolta sul serio? Potranno dirlo solo i risultati. L’ultimo crollo risale al 13 luglio scorso: a cedere fu un muro di duemila anni, del Teatro Piccolo e poco dopo arrivò, per una visita lampo al sito archeologico, il ministro Bray (Beni Culturali). In quell’occasione rimarcò come Pompei fosse tra le priorità del governo. Oggi il primo passo, ora si attende la nomina che, da indiscrezioni, potrebbe fare molto «rumore».


