Il sindaco Russo replica a un duro comunicato dei cassintegrati Fiat. Russo: “Fascista io? Lo è chi usa la forza bruta per far valere le proprie idee”.
«Io un fascista? I cittadini giudichino chi si merita questo appellativo: un sindaco che agisce nel rispetto della legalità o chi si impadronisce illecitamente di strutture pubbliche». Così replica il sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo, a un comunicato del «Comitato Cassaintegrati e licenziati della Fiat» che lo accusa di aver fatto sigillare un immobile di proprietà comunale che – si sostiene nella nota – volevano usare come centro sociale.
«Se avessero fatto richiesta di una sede comunale, l’avremmo concessa, ma dovevano chiederla in modo civile. Non possiamo tollerare l’illegalità e se proveranno a occupare cento volte, cento volte saranno messi fuori». In più il sindaco, insultato più volte nel comunicato diffuso a firma del comitato, aggiunge: «Pomigliano è una città oltremodo tollerante, ma questi atti intimidatori non possono passare sotto silenzio, se avessero, civilmente, presentato richiesta, non avrei avuto alcun problema. Nessuno può pensare di violare impunemente un bene pubblico, non mio ma di tutti i cittadini, senza conseguenze. Ci sono altre strade per far valere le proprie idee, non solo la forza bruta, poi il fascista sarei io?».






