Rifiuti: con una sentenza clamorosa rischia di crollare il castello amministrativo puntato al risanamento dei conti della società partecipata.
“Il comune non può assumere senza concorso lavoratori provenienti dalle società partecipate”. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che con una sentenza ha dato uno scossone al municipio della città della fabbriche.
Una spalllata scaturita dal sostanziale annullamento di parte del piano di risanamento della Enam, la società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti. Una “botta”, questa inflitta dai giudici del Consiglio di Stato, che potrebbe mettere in seria difficoltà tutta l’attività amministrativa della ex roccaforte del centrosinistra, poi finita nelle mani del craxiano nonché sindaco di Forza Italia Raffaele Russo. Il dispositivo del Consiglio di Stato ha infatti annullato l’assunzione diretta, in municipio, di 22 operai della Enam, la società partecipata di nettezza urbana, controllata dal comune, finita tempo fa in una grave crisi economica.
Per questo motivo l’azienda dei rifiuti, nel dicembre del 2010, ha chiesto e ottenuto il trasferimento di alcuni suoi dipendenti, 22 in tutto, nell’organico del comune. Il provvedimento, concretizzato con una delibera di giunta e con un’altra, successiva, di consiglio comunale, è stato concepito per salvare la Enam ed è stato il frutto di un braccio di ferro lunghissimo tra i lavoratori e i sindacati, da una parte, e la dirigenza della società di raccolta dei rifiuti. Un contrasto culminato nello sciopero a oltranza delle maestranze della partecipata, scese in lotta il 12 dicembre di tre anni fa contro l’avvio della procedura di licenziamento per 37 addetti.
L’astensione mise in ginocchio Pomigliano, seppellita sotto una valanga di rifiuti. Quindi, dopo alcuni giorni, la schiarita, tradotta così nell’accordo tra Enam e associazioni di categoria: trasferimento, a tempo indeterminato con contratto B6, alle dipendenze dirette del comune, di 22 ex lavoratori socialmente utili, e permanenza nella Enam degli altri 15 dipendenti precedentemente dichiarati in esubero. A queste condizioni però: eliminazione dei buoni pasto, ritorno ai livelli retributivi del giugno 2008 (anno del passaggio di cantiere dalla Pomigliano Ambiente, fallita, alla Enam S.p.A.) e rinuncia da parte dei restanti 128 lavoratori agli elementi retributivi aggiuntivi.
L’assunzione diretta dei 22 ex lsu provenienti dalla partecipata ha però comportato vari passaggi: l’assorbimento da parte del comune dei servizi di manutenzione del patrimonio e del verde pubblico e la revoca di un concorso per il reclutamento di personale comunale. Ed è stata proprio questa revoca del concorso, decisa dalla giunta Russo, a far crollare, oggi, tutto il castello puntato al risanamento senza dare il via ai tagli. Una signora che aveva partecipato alle preselezioni del concorso comunale poi revocato si è infatti subito rivolta al Consiglio di Stato per ottenere non solo l’annullamento delle delibere che hanno portato all’eliminazione del concorso ma anche un risarcimento del danno.
Ebbene, la signora l’ha avuta vinta sul fronte, sicuramente più importante, delle delibere, che sono state tutte annullate. Ma non le è stato riconosciuto nessun risarcimento. Intanto gli interrogativi si moltiplicano. Cosa succederà ai 22 lavoratori del comune trasferiti dall’Enam? E quali responsabilità personali hanno l’ex assessore Alessandro Izzo, il responsabile del personale Carmine Antignani e il presidente della Enam, Nicola Di Raffaele? “Il sindaco non ha letto la sentenza per cui non può commentare nulla”, fa sapere l’ufficio stampa di Raffaele Russo.


