Pomigliano d’Arco. Spending review: consulenti in erba per rifare il piano regolatore

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Ingegneri e architetti ventenni e a basso costo per redigere il Puc, il piano urbanistico comunale, della città delle fabbriche. Il sindaco Russo: “Puntare sui giovani”.

 La più “anziana” di loro ha 30 anni. La più giovane ne ha 27. Sono in prevalenza donne, ingegneri e architetti. Sono i professionisti appena incaricati dal comune di redigere il nuovo piano regolatore di Pomigliano, il nuovo strumento urbanistico della città delle fabbriche.

Proprio così. Saranno gli effetti della spending review, fatto sta che punta su risorse, come dire, fresche e a basso prezzo l’amministrazione comunale retta dal sindaco di Forza Italia Raffaele Russo. Obiettivo: ridisegnare lo sviluppo urbanistico del territorio. Spendendo poco, però. Basti pensare che nello schema di convenzione appena predisposto dal dirigente dell’ufficio tecnico municipale, l’ingegner Ciro Cusano, la spesa prevista per ognuno dei tre incarichi di consulenza appena decisi ammonta complessivamente a 30mila euro: 10mila euro a testa.

I consulenti scelti dal comune sono infatti tre. Si chiamano Luigia Aliperti, 30 anni, architetto, Rossella Gifuni, 27 anni, ingegnere, e Michele Iasevoli, 28 anni, anche lui ingegnere. Affiancheranno il capo dell’ufficio locale preposto nella formulazione del nuovo piano regolatore, il Puc, il Piano Urbanistico Comunale. Soddisfatto il sindaco Russo. “ Noi puntiamo sempre sui giovani – commenta il primo cittadino di Pomigliano – il fatto che l’ingegnere capo del comune abbia scelto questi giovani non può che farmi piacere. Io, tra l’altro, non li conosco nemmeno. Sarò il primo a congratularmi sia con l’ingegnere che con questi ragazzi”.

Pomigliano ha un piano regolatore operativo dall’state del 2005. Sono dunque trascorsi nove anni da allora. Un lasso di tempo che evidentemente giustifica la necessità di dotare il territorio di uno strumento regolatore adeguato alle nuove esigenze. Ora però ci si chiede quale modello di città il giovane manipolo di professionisti stia immaginando. Nella delibera relativa allo schema di convenzione si specifica che gli architetti e gli ingegneri “in erba” hanno già “svolto presso l’ufficio tecnico comunale, sesto settore–gestione del territorio di Pomigliano, l’attività di tirocinio formativo post-laurea” e che “i tre professionisti continuano a svolgere a titolo gratuito attività di collaborazione al settore”.

“Hanno maturato sufficiente esperienza – garantisce l’ingegner Cusano nella delibera – perché hanno esaminato ed approfondito gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica vigenti attraverso la gestione e l’istruttoria di pratiche degli interventi edilizi e del piano colore per l’edilizia storica”. Tutto in linea con le esigenze del momento, dunque. Restano però gli interrogativi. Le giovani risorse professionali quali risposte daranno a un territorio di pochi chilometri quadrati, che conta circa 40mila abitanti e che è stretto nella morsa di municipalità assalite dalla speculazione edilizia? Lo stesso Cusano però specifica sostanzialmente che il nuovo Puc per legge debba rispettare una serie di prescrizioni dettate dalla Regione Campania.

Prescrizioni che tutelano lo sviluppo sostenibile del territorio. A ogni modo la legge regionale che ha dato il via libera alla redazione del piano urbanistico comunale, nelle varie municipalità campane, obbliga gli enti locali a dotarsi del nuovo strumento regolatore in tempi piuttosto brevi.