Rush finale per la “legge Taglialatela”. Secondo il sindaco di San Sebastiano “rende sterile il futuro dell’area vesuviana”. Ribatte il presidente del consiglio regionale: “Testo positivo, tempi rapidi”.
“Un accordo al ribasso”. Questa la definizione che il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio e capogruppo del Pd alla Provincia di Napoli Giuseppe Capasso usa per commentare il nascente Piano paesaggistico regionale, illustrato in Regione ai sindaci della zona rossa del Vesuvio, che qualche giorno fa hanno incontrato l’assessore regionale Marcello Taglialatela.
La vicenda ha origine con il blocco dei condoni edilizi del 1985 e del 1994 imposto dall’Avvocatura dello Stato. Quell’ufficio aveva ritenuto che, in assenza del Piano Strategico Operativo (PSO) previsto dalla legge regionale 212003, non era possibile rilasciare le concessioni in sanatoria. La Regione con la legge Taglialatela, attesa in consiglio regionale, intende lasciare spazio alla possibilità di eseguire la messa in sicurezza delle abitazioni, di effettuare ristrutturazioni, abbattimenti e ricostruzioni senza alcun aumento volumetrico e anche evitando i frazionamenti. Ma per Capasso si tratta di “un rimedio parziale e per certi versi peggiore del male, perché libera sì il vecchio condono, ma per farlo cancella il Piano Strategico Operativo, rendendo sterile il futuro dell’area vesuviana.”
Continua Capasso: “Quel piano consentiva la realizzazione di opere infrastrutturali indispensabili per la tutela e per la valorizzazione dei 18 Comuni della zona rossa: vie di fuga, riqualificazione dei centri storici, interventi per innalzare la qualità della vita ed incentivare gli investimenti per progetti immateriali. Un futuro che va in fumo, coperto da una generica assicurazione di recuperarlo attraverso il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) fermo da tre anni”. “Senza risorse, conclude Capasso, il territorio vesuviano è condannato non alla desertificazione – come qualcuno sostiene – ma ad una profonda e temibile mutazione genetica, divenendo il refugium peccatorum di una più numerosa umanità in pena, disponibile ad affrontare il rischio immanente del vulcano, ma anche quello più imminente della crisi economica e sociale”.
Diverso il parere degli esponenti del centrodestra. “L’incontro con i sindaci dell’area vesuviana, in occasione della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha consentito di avviare una riflessione attenta sul piano, la cui approvazione è attesa tanto dagli amministratori, quanto dai cittadini della zona rossa. Il testo proposto dalla Giunta ha incontrato pareri sostanzialmente positivi e fatto registrare l’esigenza di arrivare all’approvazione della legge in tempi rapidi”, dice il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano.

