Pomigliano d’Arco, ancora roghi tossici nei pressi del centro urbano

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Non si arresta il fenomeno che devasta i territori del nolano, e fa registrare ancora un rogo tossico nei pressi del parco pubblico.

L’attenzione che nelle ultime settimane si è focalizzata con maggior clamore sul problema dei roghi tossici non è valsa a contenere, neppure temporaneamente, il fenomeno. A Pomigliano si brucia ancora, e si brucia in prossimità del centro urbano, di giorno, a pochi passi dalla villa comunale.

Appena qualche giorno fa, mentre ai banchetti allestiti presso la chiesa di S. Maria del Rosario si raccoglievano duecento firme per smuovere le acque della politica e delle autorità competenti a riguardo, lo “spazza-tour” in bicicletta dei volontari del comitato contro i roghi tossici rivelava depositi di rifiuti tossici estesi per metri e metri lungo la via alle spalle del parco pubblico, frequentato anche da bambini. E spostandosi verso la periferia lo scenario non cambia. Le telecamere dei volontari immortalano, tra il cimitero vecchio di Pomigliano e Pratola Ponte, i resti anneriti degli incendi, i pneumatici ammassati, oli sparsi diffusamente, in uno scenario di completo abbandono e di assoluta devastazione.

Ieri è toccato all’area limitrofa al parco pubblico, dove, in pieno giorno, è stata avvistata e filmata la colonna di fumo di un nuovo rogo. Le zone degli sversamenti e dei roghi sono ormai documentate e ben note tanto alla cittadinanza attiva, quanto agli uffici competenti del Comune, che negli ultimi mesi hanno approntato una prima risposta al problema, puntando sulla prossima realizzazione di un sistema di videosorveglianza delle zone soggette a sversamenti, che si avvarrà di fondi europei per 300.000 euro, e di fondi comunali pari a 130.000 euro.

Il nodo più importante resta tuttavia quello di una bonifica dei territori locali, in grado, secondo stime autorevoli, di ridurre drasticamente il rischio di incidenza tumorale provocato dall’aria inquinata che quotidianamente si respira in questa terra, e i cui costi sono ad oggi difficili da stimare. Intanto va avanti fino al 30 settembre la raccolta firme delle tre petizioni che puntano a sollecitare interventi più incisivi su un problema che tocca la salute di tutti, compresi i nostri figli, e ha la sua prima soluzione nell’attivismo cittadino a difesa del territorio e della vita.
(Fonte foto: Rete Internet)