Dalla Magneti Marelli di Poggioreale al reparto logistico di Nola. Il “nuovo libro” annunciato da Marchionne non sembra dare segnali di rilancio a chi la fabbrica non la vede da anni.
Dopo l’annuncio di Sergio Marchionne lanciato da Oltreoceano è l’indotto napoletano e campano della Fiat che sta facendo scaturire i principali interrogativi. L’amministratore delegato di Fiat-Chrysler ha promesso che grazie a questo nuovo piano industriale tutti i cassintegrati italiani rientreranno. Ma il Lingotto, da Torino, ieri ha tenuto a specificare che sarà il mercato a deciderlo. Dunque resta incerto il futuro prossimo della Magneti Marelli di Poggioreale (componenti per auto e furgoni) e del Wcl di Nola (reparto logistico per lo smistamento delle merci). Oltre mille addetti da anni in cassa integrazione a zero ore.
“Il nuovo piano non presenta missioni produttive per la Marelli – lamenta, preoccupato, l’assessore al lavoro del comune di Napoli, Enrico Panini – è una situazione allarmante, che mi lascia interdetto”. Dal canto suo Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm, ribadisce invece ” le garanzie sul consolidamento e sullo sviluppo produttivo e occupazionale, cosa che ha lasciato soddisfatto lo stesso ministro Padoan”.
“C’è bisogno di condividere questo piano per poterlo gestire al meglio”, l’appello lanciato da Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim Cisl di Napoli. “Mettere i bastoni tra le ruote a questo ennesimo investimento potrebbe risultare fatale per tutti”, il timore di Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic. Rimane il problema del prolungamento degli ammortizzatori sociali, in scadenza a luglio, per i mille addetti di Marelli e Wcl. A questo proposito l’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, ieri ha annunciato che “fino a quando ci sarà da accompagnare il percorso tracciato dal nuovo piano Fiat la Regione Campania farà la sua parte”.
La Fiom esprime però forti perplessità su tutta la nuova linea dettata dal timoniere italo canadese. Anche quando si tratta di affrontare il discorso sulle prospettive della Fiat di Pratola Serra, l’impianto irpino produttore di motori che il “nuovo libro” annunciato a Detroit da Marchionne pare possa rilanciare in modo definitivo, mettendo fine anche qui a una cassa integrazione perniciosa. “Ma solo una piccola fetta delle produzioni dei motori delle nuove Alfa Romeo andrà a Pratola – disillude Andrea Amendola, segretario regionale dei metalmeccanici Cgil – per saturare la fabbrica irpina ci vorrebbero 500mila motori all’anno”.


