C’è chi crede nell’azione dell’amministratore delegato Sergio Marchionne e chi, invece, è scettico. Operai e sindacati divisi. Il sacerdote don Peppino: “Spero per i lavoratori e le loro famiglie che questo nuovo piano abbia successo”.
“Pieno utilizzo di Pomigliano, e quando arriverà l’industrializzazione dei prodotti rientreranno tutti i cassintegrati “. Parole importanti queste pronunciante da Marchionne a Detroit per la fabbrica più strategica del Mezzogiorno e per il suo indotto. Ora l’attesa riguarda l’immediato, e cioè la panda Cross, la versione sportiva e super equipaggiata dell’utilitaria realizzata dal Giambattista Vico. La vettura è già sulle linee di montaggio. Il lancio produttivo è imminente. Tempi più lunghi invece per la nuova Panda, che qualcuno già si è affrettato a chiamare “SuperPanda”. Il nuovo modello sarà introdotto nel 2018. Nel frattempo non dovrebbero spuntare picchi produttivi di grande rilievo.
“I tempi saranno stabiliti dal mercato “, precisa il Lingotto, da Torino. Intanto nella roccaforte industriale di Pomigliano c’è chi crede senza se e senza ma nel piano Marchionne e chi, invece, attende fatti concreti prima di dare un giudizio definitivo. Davanti al varco operai della grande fabbrica tanti operai sono fiduciosi. Alle due del pomeriggio i lavoratori del primo e del secondo turno si avvicendano sotto la pensilina del cancello. “Ci credo, si vedono movimenti”, afferma un lavoratore. E un altro operaio della catena di montaggio, 45 anni, da dieci in Fiat, moglie e 2 figli, aggiunge: “Perchè non dovrei crederci ? Anche se lentamente le cose si stanno concretizzando “. Antonio Lo Tufo, 38 anni, di Acerra: ” Non posso dire che non ci credo, più che altro sono fiducioso. Chi sta fuori però non ha la stessa fiducia di chi sta dentro, e questo è comprensibile perchè fino a poco fa il salario della cassa integrazione era di 800 euro al mese. Adesso però c’è il contratto di solidarietà, che ha migliorato, sia pure di poco, il mensile: vedremo”.
Modestino Pappalardo, 45 anni, di Casalnuovo, manutentore addetto al reparto stampaggio, uno dei 2mila dipendenti finiti di recente in regime di contratto di solidarietà, dopo anni di cassa integrazione a zero ore: “Auspico anch’io il rientro di tutti ma credo che dovremo attendere il 2018, quando cioè sarà realizzata la nuova Panda. Intanto devo dire che purtroppo i contratti di solidarietà non stanno andando come dovrebbero perchè alla fine chi è stato in cassa integrazione negli ultimi anni viene richiamato in fabbrica a rotazione poche volte, per pochissimi giorni al mese, mentre chi la cassa integrazione non l’ha fatta, ma si trova coinvolto nella solidarietà, viene comandato al lavoro molto spesso, restando a casa solo quattro, cinque giorni al mese rispetto all’ordinario”.
Tra le mura di Pomigliano la gente è cauta. ” Pensando a ciò che e successo al progetto Fabbrica Italia – dice don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis – non mi sento di azzardare facili entusiasmi: guardando al passato mi viene qualche dubbio. Mi auguro per gli operai che questo nuovo piano si realizzi”.
Ma dalla sua sede sindacale, Luigi Mercogliano, segretario regionale del sindacato Fismic, rassicura tutti: ” Sono convinto che Pomigliano ce la farà, che l’indotto ce la farà. Del resto Marchionne ha messo sul piatto miliardi “. Di parere diverso è Andrea Amendola, segretario regionale della Fiom: “La sola Panda non potrà saturare l’occupazione. Abbiamo bisogno di altre vetture, non possiamo aspettare il 2018. E gli effetti sull’indotto sono minimi”. Michele Tufano, segretario del Pd di Pomigliano: “Di libri dei sogni in questi anni Marchionne ce ne ha letti parecchi: qui c’è diffidenza”. Ma l’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, punta sugli investimenti. “Il dato che emerge dalle parole di Marchionne – spiega l’esponente della giunta Caldoro – è che in Campania le cose si possono fare: qui Fiat ha trovato una sponda territoriale e istituzionale”.


