La Regione Campania stanzia 5 milioni di euro per i primi interventi. Previsti massicci controlli tra il litorale domitio, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano, il vesuviano e la città di Napoli. Il tutto sarà facilitato dalla rete.
Azioni forti di prevenzione e contrasto, messe in campo congiuntamente da istituzioni su più livelli e con l’ausilio della Chiesa, facilitate dal viaggiare in rete su un portale ad hoc battezzato ‘Prometeo” a cui accedere dal sito della Prefettura di Napoli www.utgnapoli.it. Questi gli obiettivi del ‘Patto per la Terra dei fuochi’ che inciderà concretamente sul drammatico fenomeno dell’abbandono e dei roghi di rifiuti che l’anno scorso ha registrato un altissimo numero di episodi in un quadrilatero compreso tra il litorale domitio, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano, il vesuviano e la città di Napoli. Il Patto è stato sottoscritto dal Ministero degli Interni rappresentato dal sottosegretario Giampiero Bocci, dalla regione Campania, dai prefetti di Napoli e Caserta, dalle province di Napoli e Caserta, e da circa 80 comuni, dall’Anci Campania.
Le misure di contrasto prevedono massicci controlli del territorio (obiettivo cui la regione Campania ha destinato 5 milioni di euro così da finanziare progetti mirati) soprattutto nelle ore notturne; attività di vigili del fuoco, forze di polizia locali e forze dell’ordine per acquisire ogni elemento utile ad una rapida individuazione del produttore del rifiuto dato alle fiamme; istituzione di una task force che assicuri servizi interforze per mappare ogni possibile attività produttiva che fornisce materia prima per gli incendi. Il tutto sarà facilitato da un portale che renderà possibili contatti e segnalazioni online e in forma assolutamente anonima: prometeo@utgnapoli.it.
Per l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano la dotazione di 5 milioni di euro ”è sufficiente per i primi interventi” ma, assicura, ”se ci saranno altre esigenze legate ad interventi infrastrutturali, non ci tireremo indietro”. Il sottosegretario Bocci sottolinea la valenza di sussidiarietà del patto ”non solo verticale, tra istituzioni dello Stato, ma anche orizzontale, delle istituzioni e dei cittadini” definendo il Patto un ”protocollo che chiude anche la fase delle omissioni. Vedere, sapere e non denunciare è grave come abusare delle nostre terre”. Il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano sollecita il governo ad inserire nel codice penale il reato di diritto ambientale: ”oggi c’è una larghissima maggioranza al Governo. Se non ora quando?”.
Alla firma del Patto sono intervenuti oltre il cardinale di Napoli Sepe, il vescovo di Aversa Angelo Spiniello e don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano noto per le sue battaglie contro i roghi, che ha ricordato l’ormai ”provato nesso di causalità tra l’insorgenza di patologie oncologiche e presenza di rifiuti tossici”, questione che ”non deve essere messa in discussione”.





