Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale oggi un gruppo formato da una cinquantina di iscritti allo Slai Cobas e alla Fiom si è presentato davanti ai cancelli della fabbrica.
Un gruppo formato da circa cinquanta cassintegrati della Fiat di Pomigliano, iscritti allo Slai Cobas e alla Fiom, oggi ha premuto alla porta della fabbrica. Gli operai volevano entrare nell’impianto per partecipare a un’assemblea indetta dai sindacati firmatari. Hanno mostrato i loro tesserini per chiedere all’azienda il libero accesso. "La Corte Costuzionale, i tribunali e l’articolo 20 dello Statuto ci danno ragione: dobbiamo entrare", hanno gridato i dimostranti. Sul posto sono accorsi poltiziotti e carabinieri in assetto anti sommossa. “Vogliamo il rispetto della legge e le forze dell’ordine devono farla rispettare – la rivendicazione degli operai – invece preferiscono fare da sorveglianti all’azienda”.
“Vedete? – hanno fatto notare i dimostranti – stanno facendo entrare altri operai in cassa integrazione, iscritti ai sindacati firmatari, ma noi restiamo alla porta”. Il tentativo di fare ingresso nello stabilimento è durato fino all’una. Quindi il volantinaggio davanti al cancello. La Fiom nel pomeriggio di oggi ha diramato un comunicato. “E’ stata perpetrata l’ennesima discriminazione a danno dei lavoratori iscritti ai sindacati non firmatari”, il messaggio diramato dai metalmeccanici Cgil. Durissimo lo Slai Cobas, che nel suo caustico comunicato ha annunciato azioni giudiziarie contro l’azienda e Fim, Uilm, Fismisc e Ugl per comportamento antisindacale.





