Palio di Somma Vesuviana, tra sogno e memoria

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Ad aggiudicarsi la 22esima edizione dell’evento è il Rione Castello. Buona la partecipazione dei cittadini alla mostra “Liber liturgicus”, durante la quale sono stati esposti libri antichi a stampa liturgici dei secoli XVI-XVII. Fotogallery

È terminato il Palio di Somma Vesuviana, la festa popolare che intreccia sogno e memoria in una manifestazione artistica e culturale organizzata da "Giovani per un mondo unito" che punta sul ritrovamento di valori e tradizioni popolari tramandati di generazione in generazione e conservati nella memoria di un passato rimasto culturalmente vivo. Ad aggiudicarsi la 22esima edizione dell’evento è stato il Rione Castello.

Entusiasti gli organizzatori i quali hanno espresso il desiderio che «la Festa del Palio non si spegnesse con la fine dei giochi, ma potesse rinascere nuova ogni giorno insieme all’entusiasmo e all’incanto per ciò che è amore in grado di rispondere alle attese del tempo, al sogno della memoria e della vita». Si tratta, dunque, di un’iniziativa nata per risvegliare la coscienza storica e l’identità culturale della cittadina sommese, rievocandone le antiche bellezze arricchite di significati capaci di trasmettere senso alla comunità.

Dal 7 al 9 settembre i cittadini hanno avuto la possibilità di prendere parte all’attesissimo appuntamento con i giochi e la storia della città, in una piazza Vittorio Emanuele III che si è vestita di antico, e nell’ambito della manifestazione, sabato 8 settembre, dalle 19 alle 23 presso la Biblioteca Comunale locale è stato possibile visitare la mostra "Liber liturgicus", durante la quale sono stati esposti libri antichi a stampa liturgici dei secoli XVI-XVII, esemplari unici custoditi nell’Archivio Storico "G.Cocozza".

Indiscutibile è il valore culturale e storico di questi raffinati libri di preghiera, legati alla vita spirituale e liturgica del monastero di Santa Maria del Pozzo e confluiti nell’attuale archivio dopo la soppressione del 1866. «La mostra è stata molto interessante perché abbiamo dato ai cittadini la possibilità di prendere visione di libri custoditi e poco conosciuti e devo dire che anche l’affluenza in Biblioteca è stata buona e molti visitatori hanno mostrato interesse e curiosità per i volumi esposti», ha dichiarato ai nostri taccuini Alessandro Masulli, responsabile dell’Archivio Storico Comunale sommese che ha speso parole anche per il restauro dei bellissimi manoscritti:

«Per le persone colte e gli addetti ai lavori, restaurare i manoscritti vuol dire portarli in auge. Abbiamo avuto la fortuna di avere un assessore caparbio alla Cultura come Emanuele Coppola che ha fatto di tutto, attraverso vari eventi pubblici, di reperire fondi per il loro restauro la cui cifra è pari a 52.700 euro. Il sogno più grande, dunque, è dare dignità a questi antichi scritti ed una volta restaurati o li destineremo alla Biblioteca monastica oppure li custodiremo in una sala del Castello d’Alagno».

Rita Terracciano
Rita Terracciano
Giornalista pubblicista

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