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PILLOLE DI “900. L’ITALIA STRETTA TRA CENSURA E MODERNITÁ

Gli anni che vanno dal 1950 al 1960 ci fanno conoscere un Paese vivo culturalmente ma pressato da una visione moralistica, che vede nella Chiesa la mente e nella Dc il braccio.
Di Ciro Raia

Il decennio si chiude facendo registrare alcuni gravi lutti. Due tragedie, infatti, segnano la nazione. Il 26 luglio 1956, al largo della costa di Nantucket, nel Massachusset, affonda il transatlantico italiano Andrea Doria, dopo uno scontro con la nave svedese Stockholm; si contano oltre 50 morti. L”8 agosto, poi, dello stesso anno, nella miniera di carbone di Marcinelle, presso Charleroi, in Belgio, muoiono 262 minatori; 139 sono italiani.

Il 9 ottobre 1958 viene a mancare il papa Pio XII. Il conclave dei cardinali, alla terza votazione –quella del 28 ottobre- elegge al soglio di Pietro il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, che prende il nome di Giovanni XXIII. Il nuovo pontefice, da molti definito “pontefice di transizione”, si rivela, invece, pastore di grande attivismo e di innate doti diplomatiche.

All”Italia sono assegnati tre premi Nobel: uno (1957) è per lo scienziato Daniele Bovet, per le ricerche condotte sui sulfamidici e i curari sintetici; gli altri due (1959) sono per il fisico Emilio Segre ed il poeta Salvatore Quasimodo. Specie nel campo della letteratura, però, è un fiorire di autori e di successi: Vasco Pratolini (Metello), Leonardo Sciascia (Le parrocchie di Regalpietra), Carlo Emilio Gadda (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana), Vitaliano Brancati (Paolo il caldo), Elsa Morante (L”isola di Arturo), Italo Calvino (Il barone rampante), Pier Paolo Pasolini (Le ceneri di Gramsci), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo).

Il regista Federico Fellini vince 2 premi Oscar con i film: “La strada” (1954) e “Le notti di Cabiria” (1957), interpretato, quest”ultimo, da Giulietta Masina ed Amedeo Nazzari. Ma nel cinema, dove, con la pellicola “Senso” del regista Luchino Visconti, si assiste al passaggio dal neorealismo al realismo, gli occhi sono puntati su una giovane attrice napoletana, Sophia Loren, protagonista del film “Era lui:sì:sì”.. I successi cinematografici cozzano, in ogni caso, con la rigorosa visione della morale che ha la Chiesa e che trova nella DC un prezioso alleato. Non a caso il capo dell”Ufficio Centrale per la Cinematografia, il giovane deputato Giulio Andreotti, esercita una severa censura su tutti i film e fa eliminare tutto quanto potrebbe offendere la pubblica decenza (dalle scene di intimità sessuale a quelle condite di innocenti licenziosità).

Anche gli autori dei testi teatrali, i giornalisti ed i curatori delle trasmissioni radiofoniche sono costretti a soggiacere al vaglio censorio: bisogna, nella stesura di ogni copione, avventurarsi in acrobazie linguistiche e parlare di “interruzione della maternità” al posto di “aborto”, di “insano gesto” per “suicidio”, di “petto” per “seno”, di “componente” per “membro” (del Parlamento o di una banda), di “espansione sentimentale” per “coito”.

E così il primo mezzo secolo si chiude, mentre il festival di Sanremo battezza Domenico Modugno “mister volare”, per la sua canzone “Nel blu dipinto di blu”. Ma il paese si infervora anche per le discussioni sulla legge Merlin, riguardante la chiusura delle case di tolleranza, e per il misterioso assassinio di Maria Martirano -moglie del geometra Giovanni Fenaroli-, della cui morte è accusato lo stesso marito, che solo alla scomparsa della consorte (anche in caso di morte violenta) avrebbe potuto riscuotere una sostanziosa polizza assicurativa.

Intanto, la cultura diventa un genere fisso nella programmazione televisiva: sono nati, infatti, gli appuntamenti con la novella e le letture affidate alle voci di Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman, Arnoldo Foà. Grande successo anche per Alessandro Cutolo –ordinario di storia medievale all”Università di Roma- che, col programma “Una risposta per voi” (1954-1968), si impone come uno dei massimi divulgatori culturali della televisione italiana.

C”è un gioco, che affascina tutti gli italiani: è l”hula-hoop. Si tratta di un ampio cerchio, che deve essere fatto girare attorno al corpo, quanto più tempo è possibile e senza farlo cadere; spesso, anche a ritmo della musica.
Belle pagine sono scritte nelle discipline sportive. Sia ai giochi olimpici di Helsinki (1952) che a quelli di Melbourne (1956) l”Italia conquista 8 medaglie d”oro.
Fausto Coppi (1953) ed Ercole Baldini (1958) si fasciano del titolo di campioni del mondo di ciclismo su strada.

Gli scalatori Achille Compagnoni e Lino Lacedelli conquistano la vetta del K2.
Un grande sciatore, Zeno Colò, vince le olimpiadi invernali di Oslo (1952), nello stesso anno in cui il pilota Alberto Ascari, a bordo della Ferrari, vince il campionato mondiale di Formula 1.
(Fonte foto: Rete Internet)

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