L’utilità dei giochi della scopa e dello scopone in due proverbi. A maggio Ottaviano era un villaggio. La costruzione di una classe di giovani colti. Che tipo di riso possono ridere i consiglieri ? La malignità del Caso:.
Quando ci si mette il Caso. Leggo su un giornale che la ditta che gestisce il servizio N.U. a Ottaviano ha assunto un parente di un consigliere comunale e lo ha destinato al cantiere di un altro Comune. E’ un tipo di notizia che non sollecita la mia attenzione: rispetto quel giornale, ma, se la notizia è vera, sono fermamente convinto che è stato il Caso onnipotente a fare in modo che il signore assunto dalla ditta – assunto, ovviamente, per la perfetta corrispondenza tra le sue competenze e le esigenze della ditta – avesse un qualche legame di parentela con un consigliere comunale. La mia fede nel Caso è documentata da articoli già pubblicati.
Anzi, proprio questa assunzione – se assunzione ci fu – è la prova lampante del fatto che i capassiani hanno vinto senza contrarre debiti elettorali: la loro corsa è stata fluida come la corsa di una biglia che scivola su una pista perfettamente asfaltata. Se avessero promesso posti di lavoro a destra e anche a sinistra – il che non è -, solo un consigliere arrogante e minchione avrebbe incominciato a saldare i debiti sistemando subito un parente: esponendosi così non solo agli sberleffi degli oppositori, ma anche, e soprattutto, alle ” arrignate ‘ e diente”, ai digrignamenti di quelli che l’ avevano votato in cambio di un po’ di lavoro. A me interessano solo i verbali, le carte scritte. Lì si trovano le notizie certe, le proposte ufficiali, le ” chicche ” documentate. Mi auguro che vengano pubblicati sul sito del Comune anche i verbali delle commissioni.
Bisogna riconoscere, ad alta voce e seriamente, che questa Amministrazione si muove, e non solo per rattoppare il manto delle strade e per sistemare le aiuole. Certo, i ” contrari” potrebbero trarre spunto per qualche battuta dall’addobbo natalizio, dalla forma delle ” luci “: ma, alla fine, un addobbo c’è. E si vede. E una Notte Bianca è stata pensata e organizzata. Per la prima volta. In ogni caso, è stato un successo. Un programma di manifestazioni natalizie c’è: ma non sono previsti tornei di “scopa “. Mi dicono che un importante consigliere di maggioranza non tiene in grande conto il gioco della “scopa “: lo si deduce da ciò che egli ha scritto su un social network. Noto che spesso i discorsi pubblici e pubblicati dei consiglieri comunali sono impreziositi, oltre che da battute in stile ” drammatico “, anche dai vari gradi del ” ridicolo “.
A chi usa i motti e le allusioni, la satira e il sarcasmo consiglio cautela. Sono tecniche di attacco: e chi attacca, e non si copre bene sui fianchi, corre il rischio d’esser sorpreso, aggirato e preso da dietro, alle spalle.
La funzione culturale dei giochi della scopa e dello scopone viene sottolineata da due proverbi maremmani. Uno è triviale: >chi non sa giocare a scopa / non sa giocare con la topa: non credo che abbia bisogno di commenti. L’altro è più raffinato,: “>chi sa giocare a scopone / sa guardarsi dal mazzone“. Al gioco e in politica fa ” mazzone ” il baro che, quando mischia e distribuisce le carte, lascia agli altri le scartine e sfila per sè gli “ori”, i “sette”, e, soprattutto, il sette di danari, il >sett’oro. La scopa e lo scopone potrebbero essere un esercizio utile per rendere la mente più svelta nello smascherare quelli che in politica fanno ” mazzone “.
Perchè anche al tavolo della politica siede talvolta qualche baro: ed è umiliante per gli altri giocatori accorgersene solo nel momento in cui il baro se la squaglia senza salutare portandosi via il malloppo, le carte, e anche il tavolo, e perfino le sedie da sotto il loro culo ( chiedo scusa per l’uso del termine volgare ). Certo, oggi quel consigliere scettico non ha bisogno di simili esercizi. Ma è giovane, e un giorno andrà a Napoli, e anche oltre. Gli conviene imparare l’arte.
Un consigliere nella seduta di consiglio del 30 settembre svela i sontuosi obiettivi strategici della maggioranza: ” >Vogliamo costruire una classe colta, guardiamo al futuro:vogliamo costruire una classe di giovani colti: ci stiamo concentrando nel costruire un substrato sociale “. Non chiedetemi che è il ” substrato sociale “, la mia enciclopedia è stata pubblicata nel 1966 e non mi illumina: e non so come lo stanno costruendo, e chi è impegnato e concentrato nella costruzione. Non so nemmeno come verrà costruita la classe di giovani colti: ci saranno dei corsi di formazione ? Sotto il controllo diretto degli Amministratori ? In ogni caso, è un programma coraggioso, che va contro corrente.
Dicevo dello stile “drammatico”. Il consigliere del ” substrato ” ne dà uno splendido esempio quando si chiede e ci chiede ” Che cosa possiamo fare se abbiamo dovuto concentrare la nostra azione su un villaggio piuttosto che su un paese ? “. La verità terribile è disvelata, finalmente: a maggio Ottaviano era un villaggio. La rima è brutta, ma efficace. E ora, come è ? Certo, c’è nella logica del ragionamento un salto, una crepa: una contraddizione, insomma: Ma non sottilizziamo: sono le contraddizioni che muovono la Storia. Il presidente del consiglio ( comunale) giudica (????? ) ” sicuramente accettabile ” il discorso del consigliere, chiede ai consiglieri tutti di rispettare il regolamento, e poi nota che un consigliere di opposizione ” ride perchè sa che non può intervenire.” Che vuol dire il presidente del consiglio ( comunale ) ? Il consigliere ride di stizza ? Ride perchè è contento del fatto che non può intervenire ? Ride un riso di condivisione ? Ride un riso polemico ? >Ma che tene ‘a rire ‘sto cunsigliere d’opposizione ?
Nel prossimo articolo, a breve, parleremo dei consiglieri comunali che parlano delle declinazioni.





