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Ottaviano ricorda in silenzio Cappuccio e Beneventano

Una marcia ha unito via Pentelete con via M. Beneventano, i luoghi dove trovarono la morte i due consiglieri comunali. In testa i gonfaloni di Ottaviano e Napoli e il sindaco Capasso con il tricolore. Del tutto assenti i cittadini.

 Il 13 settembre del 1978 non faceva tanto freddo ma nelle case degli attivisti del Partito Socialista dell’Area Vesuviana calò un vento gelido.

Da poche ore era stato ammazzato Pasquale Cappuccio, avvocato di professione e capogruppo per il PSI in consiglio comunale ad Ottaviano. Fu una notizia tremenda che si andò a sommare ai tanti morti ammazzati della provincia di Napoli allora scossa da una furibonda guerra fra clan; la camorra stava cambiando pelle, da organizzazione arcaica specializzata nel contrabbando di sigaretta stava diventando una holding con un solo capo: Raffaele Cutolo.

Ma chi conosceva la politica locale capì subito che la camorra non c’entrava niente con quel barbaro omicidio, il movente e i mandanti sedevano in consiglio comunale dove Cappuccio era solito scagliarsi a viso aperto contro coloro che gestivano il potere. L’allora sindaco La Marca fu messo sotto accusa ma fu poi prosciolto per insufficienza di prove. Ma quella politica arrogante non aveva piegato tutti: in consiglio comunale sedeva un altro grande oppositore, Domenico Beneventano, dottore, eletto nelle liste del PCI, il quale non le mandava certo a dire per affermare i suoi principi di legalità e rispetto dell’ambiente.

E fu proprio per essersi opposto ad una grossa speculazione edilizia che la mattina del 7 novembre 1980, sedici giorni prima del devastante terremoto che sconvolse Campania e Basilicata, barbari assassini lo ammazzarono sull’uscio di casa. Nei giorni seguenti la trama fu la stessa di tanti omicidi di innocenti: ”si ammazzano fra di loro… la camorra non perdona… storie di donne…”, ne furono dette di tutti i colori per poter coprire quella verità che era sotto gli occhi di tutti. Beneventano era stato ucciso per le sue idee politiche e perché si opponeva alla cultura dominante fatta di abusivismo e clientele.

Ma veniamo ai nostri giorni. Lo scorso 7 novembre 2013 l’associazione Mimmo Beneventano insieme a Libera ha organizzato una giornata della memoria per ricordare i due martiri ottavianesi e per lanciare la proposta di intitolare l’aula consiliare ai due consiglieri comunali. Questo progetto ha trovato l’incondizionato sostegno dell’attuale sindaco di Ottaviano, Luca Capasso eletto sindaco a maggio 2013 con una maggioranza di centrodestra, che ha messo a disposizione i locali della scuola “Mimmo Beneventano“ per una manifestazione teatrale che purtroppo non si è potuta tenere per l’improvvisa morte della direttrice didattica, la Prof. Silvana Avino, e la disponibilità a partecipare al corteo con la fascia tricolore ed il gonfalone del comune.

Peccato che uguale sensibilità non hanno avuto gli altri componenti della giunta, fatta eccezione per l’assessore alla cultura Aniello Saviano, e i consiglieri di maggioranza. Ma nemmeno la minoranza ha brillato per presenze, escluso il giovane consigliere del PD, Emanuele Ragosta, e l’ex segretario cittadino del PD, Ignazio Franzese. Il corteo è partito con un poco di ritardo da via Pentelete con avanti i gonfaloni dei comuni di Ottaviano e Napoli. Il capoluogo provinciale si è presentato con un drappello di Vigili in alta uniforme. A seguito il sindaco Capasso con la responsabile di Libera Campania la Dott.ssa Annamaria Torre, figlia dell’allora sindaco di Pagani Marcello, ucciso dalla camorra il 11dicembre 1980 perché si opponeva ad una gestione clientelare degli appalti pubblici post terremoto. Anche questo omicidio ha visto i mandanti sedere in consiglio comunale.

La prima sosta è stata fatta vicino al muretto dove è stato ucciso Cappuccio e la moglie che viaggiava con lui fu ferita leggermente. Il sindaco Capasso ha deposto un mazzo di fiori. Purtroppo al peggio non c’è mai fine: un’ora dopo il mazzo di fiori era sparito, ignoti lo avevano trafugato. Alcuni residenti ci parlano dei continui furti e danneggiamenti che accadono quotidianamente lungo tutta la strada. Il corteo ha proseguito lungo la centralissima via Roma dove al passaggio per Piazza San Lorenzo il parroco ha fatto suonare le campane a distesa. Arrivati in via Mimmo Beneventano il sindaco Capasso ha deposto un mazzo di fiori dove il giovane medico fu ucciso. Un vecchio amico di Mimmo Beneventano ha letto alcuni brani di poesie scritte proprio dal giovane consigliere comunale che nel tempo libero si dilettava come poeta.

E’ vero, sono passati più di trent’anni da questi fatti tremendi, molti dei protagonisti oggi hanno i capelli grigi o non ci sono più. I giovani hanno altri miti ma non si possono considerare sorpassate le idee e le battaglie per cui Pasquale Cappuccio e Mimmo Beneventano hanno dato la vita. Abusivismo, Ambiente e Legalità erano i loro cavalli di battaglia, e oggi sono maledettamente attuali. Ma l’assenza che si è notata di più è stata quella delle istituzioni. Sia le forze dell’ordine che la struttura burocratica dello Stato hanno disertato la manifestazione, fatta eccezione per una macchina dei Carabinieri giunta quando tutti stavano andando via.

E’ questa l’assenza che ha pesato di più. Non possiamo dimenticare che questi giovani uomini si sono sacrificati proprio per difendere quelle istituzioni che oggi li ignorano. Determinante la presenza della Polizia Locale del comune di Ottaviano che oltre a trasportare il gonfalone comunale ha provveduto a gestire il traffico per permettere la manifestazione.

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