Svelati i nomi dei protagonisti della cerimonia che si terrà a Los Angeles il 24 febbraio: rispettati i pronostici della vigilia, con qualche sorpresa.
Il 10 gennaio sono state rese pubbliche le candidature agli Oscar, che verranno assegnati il prossimo 24 febbraio a Los Angeles durante lo show presentato, quest’anno, da Seth McFarlane ed Emma Stone. Tra le nomination, molte conferme, poche sorprese e alcune curiosità. Lincoln di Spielberg è il film più “nominato” (come prevedibile), con 12 candidature, seguito da Vita di Pi di Ang Lee (11) e da Les Misérables di Hooper e Il lato positivo di Russell con 8.
I titoli in gara per la statuetta al miglior film sono nove: Argo, Beasts of the Southern Wild, Django Unchained, Les Misérables, Lincoln, Il lato positivo, Amour, Vita di Pi e Zero Dark Thirty. Il super favorito del lotto è indiscutibilmente il Lincoln di Spielberg; grande biopic storico con un cast straordinario, sembra difficile pensare che il premio possa andare altrove: per i bookmakers la statuetta più prestigiosa è praticamente già assegnata. Le uniche possibili sorprese potrebbero arrivare dal sontuoso musical Les Misérables, tratto dal romanzo di Victor Hugo oppure da Argo di Ben Affleck, film molto apprezzato dalla critica. Senza speranze gli altri, compreso il Django Unchained di Tarantino, regista di culto che nella sua carriera ha raccolto solo un premio per la migliore sceneggiatura originale (Pulp Fiction).
L’inserimento nel lotto di Amour di Haneke è invece un evento straordinario: nella lunga storia degli Oscar solo 9 film girati in una lingua prevalente diversa dall’inglese hanno ricevuto la candidatura per il miglior film. In questa ristretta élite troviamo anche La vita è bella di Benigni. Amour sembra invece il candidato numero uno alla statuetta per il miglior film straniero, categoria nella quale ha fatto un certo scalpore l’esclusione di Quasi Amici, campione d’incassi quasi ovunque e già nominato ai Golden Globes.
I candidati per il premio alla regia sono Spielberg, Haneke (prima volta per il maestro austriaco), Ang Lee, Russell e Zeitlin (Zero Dark Thirty). Anche in questo caso opinionisti e scommettitori premiano quasi all’unanimità Spielberg, ma i margini per una sorpresa sono più ampi rispetto alla categoria precedente. Potrebbero inserirsi nella corsa sia Ang Lee (regista asiatico molto amato in America) sia con una scelta più coraggiosa e d’autore Michael Haneke. L’esclusione di The Master di Paul Thomas Anderson dalle categorie “miglior film” e “migliore regia” ha lasciato perplessi tutti gli osservatori ed è un tipico esempio di “mistero da Oscar” di difficile interpretazione.
I giochi sono invece più aperti per i premi agli attori. Meno nella categoria maschile, dove il Lincoln di Daniel Day-Lewis sembra uno di quei ruoli costruiti ad hoc per la statuetta, che in genere premia i grandi personaggi storico-biografici. Ma le candidature di Hugh Jackman – Jean Valjean dei Miserabili – e di Joaquin Phoenix – straordinario protagonista di The Master – sono di quelle particolarmente forti e potrebbero creare qualche dubbio. Ancora una volta fa discutere l’assenza di Leonardo di Caprio (Django Unchained), uno degli attori migliori della sua generazione verso il quale sembra esserci una chiusura totale (e ingiustificata) da parte dell’Academy.
Tra le donne, Jennifer Lawrence (Il lato positivo) e Jessica Chastain (Zero Dark Thirty) sono testa a testa nei pronostici; la curiosità della categoria è che quest’anno sono presenti la candidata più vecchia (Emmanuele Riva, 85 anni, fantastica in Amour) e quella più giovane (Quvenzhané Wallis, 8 anni, Beasts of the Southern Wild) della storia della manifestazione. La prima, in particolare, è accreditata di qualche chance per la statuetta. Naomi Watts per The Impossibile chiude il quadro. Per le categorie dei non protagonisti, Anne Hathaway (Les Misérables) è la grande favorita in un gruppo che vede anche i nomi di Sally Field, Helen Hunt, Amy Adams e Jacki Weaver; mentre la gara è decisamente più equilibrata tra gli uomini: Tommy Lee Jones (Lincoln) e Phillip Seymour Hoffman (The Master) sono in testa, ma i nomi pesanti di Alan Arkin (Argo), Robert De Niro (Il lato positivo) e Christoph Waltz (Djago Unchained) costituiscono delle opzioni interessanti.
Detto delle categorie più attese, c’è da aggiungere che mai come quest’anno per noi italiani ci sarà solo da guardare. L’unico nome del Bel Paese in gara è quello di Dario Marianelli, candidato per le musiche de I miserabili.
(Fonte foto: Rete Internet)

