Conferme e new entry tra i politici che vanno a Montecitorio e a Palazzo Madama. Rappresentati Pd, Pdl e Movimento Cinque Stelle. Poche le bocciature, Sommese e Auricchio restano “in panchina”
La pattuglia dei nolani e dei vesuviani che sbarca a Roma, tra palazzo Madama e Montecitorio, dopo le elezioni di domenica e lunedì, è nutrita e variegata: un arcobaleno che riflette bene il panorama nazionale, dove regna l’instabilità e, almeno per il momento, anche l’ingovernabilità.
Ci sono le conferme e ci sono le new entry e, tra queste ultime, spicca quella di Luigi Di Maio da Pomigliano d’Arco. Di Maio ha almeno due caratteristiche per rappresentare il nuovo: l’età (26 anni) e l’appartenenza al partito (il Movimento Cinque Stelle). Lo attende, alla Camera dei Deputati, un compito arduo ma lui sembra non essere spaventato. Poca paura e tanta voglia di fare anche in Massimiliano Manfredi, eletto alla Camera col Pd. Il trentasettenne ha costruito la sua candidatura facendo bella figura alle primarie dei parlamentari democratici e raccogliendo preferenze soprattutto nell’area nolana, il territorio che cercherà di rappresentare. Si affiancherá, in questo compito, a Paolo Russo, che si riconferma a Montecitorio nelle fila del Pdl.
Il terzo nolano, però, per adesso resta fuori: Pasquale Sommese dell’Udc non entra in Parlamento, a meno che Rocco Buttiglione (che si è aggiudicato l’unico seggio assegnato al partito di Casini) non gli faccia spazio. Sommese è in panchina, dunque, proprio come il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio, che al Senato dovrebbe essere il primo dei non eletti nel Pdl. Auricchio è al 19 posto ed i seggi assegnati al partito di Berlusconi sono, finora, 16. Ma sia l’ex premier che Lucio Barani sono candidati anche in Lombardia: se scegliessero il seggio del Nord si libererebbero, dunque, due posti. Chi va sicuramente al Senato è, invece, Pietro Langella, politico di Boscoreale e già assessore provinciale. Anche Langella entra sotto le insegne del Pdl, col quale si è schierato pochi giorni prima della presentazione delle candidature lasciando l’Udc non senza clamore e polemiche.
E al Senato ci va anche Vincenzo Cuomo, che ha lasciato la poltrona di sindaco di Portici per candidarsi col Pd. Per lui, prima la buona affermazione alle primarie e poi l’ingresso a Palazzo Madama. Ed è, infine, una conferma quella di Luisa Bossa, per dieci anni sindaca di Ercolano e al suo secondo mandato alla Camera col Partito democratico.
(Fonte foto: Rete Internet)
