Da anni la città sede del tribunale è alla testa di un braccio di ferro con la società che gestisce le forniture idriche in decine di comuni della Campania. Intanto il Comitato civico denuncia: staccati i contatori a tre famiglie.
Continua la ribellione dei nolani contro il pagamento della bolletta dell’acqua alla società Gori. Qui tante famiglie non pagano il canone da anni per protestare contro la gestione privata del bene primario per eccellenza.
Sempre qui è nato da tempo un comitato, il Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua pubblica, che coordina la protesta o, come amano definirla, la disobbedienza civile, promossa in tutta la regione da padre Alex Zanotelli, il noto missionario comboniano. L’altro giorno però la Gori ha speditoa Nola i suoi ispettori, nel rione Gescal, zona popolare in pieno centro. Tecnici che hanno tagliato tre forniture idriche ad altrettante famiglie “ribelli”. Sarebbero stati portati via anche i contatori e la gente di colpo si è ritrovata senz’acqua. Cittadini, diversi tra loro i disabili, che quindi si sono recati immediatamente al commissariato di polizia a sporgere denuncia contro la società di gestione, la cui sede principale si trova a Ottaviano.
Il Comitato civico lamenta l’illegittimità dei distacchi: “Visto che sono avvenuti senza il preavviso imposto dalla legge”.



