Il circolo nolano di SEL di SEL si unisce al collettivo ecologista RIFIUTARSI nella denuncia sull’indecente gestione del ciclo di rifiuti da parte dell’amministrazione uscente.
La denuncia del collettivo ecologista RIFIUTARSI sull’indecente gestione del ciclo dei rifiuti a Nola e la mancata realizzazione dell’isola ecologica, viene ripresa oggi dal circolo nolano di Sinistra Ecologia e Libertà, che prova ad allargare il fronte del ragionamento a tutto il sistema di gestione dei rifiuti.
“Nelle mille chiacchiere della campagna elettorale – attacca con una nota il circolo di Via Fonseca – meno male che c’è Rifiutarsi, che accende una volta di più i riflettori su una questione serissima etristemente nota. Il nostro ciclo dei rifiuti è da terzo mondo. Niente di quello che si poteva fare è stato portato avanti. Sulla questione “isola ecologica” , per esempio, Biancardi può offrire solocinque anni di vuoto cosmico: a fine 2013 il Comune di Nola ha avuto persino il saldo dei € 327.471,60 di fondi FESR 2007-2013 per la “gestione integrata del ciclo dei rifiuti” necessari proprio alla costruzione della piattaforma. I soldi sono arrivati, ma i lavori sono ancora in alto mare. Non c’è bisogno di aggiungere altro!”
“Eppure – ironizza Onofrio petillo, responsabile ambiente di SEL – in altri tempi facevano finta di volare alto. Nel 2011 vagheggiavano di bonus e tessere a punti per incentivare i cittadini a differenziare bene. Chi li ha visti quei punti e quelle tredicimila tessere? Chi l’ha vista in funzione la bilancia pesa-rifiuti che avevano promesso? Chiacchiere, solo chiacchiere da imbonitori”.
“Con questa destra e questa classe dirigente il film è sempre lo stesso – incalza Giuseppe Di Palma, candidato di SEL nella lista IO STO CON LA TRIPALDI – Ci si nasconde dietro la questione dei soldi, ma già quando la Regione Campania aveva finanziato un impianto di compostaggio, il Comune (allora guidato da Napolitano e sostenuto dai soliti noti) rinunciò a più di4 milioni di Euro pur di non disturbare le manovre del Cavalier Punzo e del Vulcano Buono.
Noi – s’infiamma Di Palma – crediamo che una buona amministrazione del ciclo dei rifiuti debba ripartire esattamente da dove la destra ha fallito: poche cose concrete e realizzabili, quali un impianto di compostaggio a sostegno della raccolta differenziata (capace anche di abbassare le salate bollette della spazzatura) e un’isola ecologica degna di questo nome”.
“Ma prima di ogni cosa – conclude Di Palma – non possiamo dimenticare che Nola è inserita nella”Terra dei Fuochi”: a nostro parere il primo atto del prossimo Consiglio comunale dovrebbe perciò essere l’avvio, in particolare a Boscofangone, di una seria analisi dei terreni che sono stati individuati come inquinati, oltre che un monitoraggio delle acque che possa chiarire la situazione e permettere al settore agricolo di superare la crisi e ai cittadini di avere notizie certe.”
(>Fonte foto: www.rifiutarsi.it)





